Settembre 25, 2026

VIÊTNÒM: il Vietnam passa dai mercati di Roma

Articolo di Rebecca Ranghi

Dopo il primo box al Mercato Nomentano, il progetto di cucina vietnamita fondato da Gabriele Raimondi raddoppia e arriva al Mercato Trionfale, scegliendo ancora una volta un mercato come punto di incontro tra sapori, quotidianità e cultura gastronomica. L’idea nasce dal desiderio di ricreare a Roma una situazione il più possibile vicina a quella vietnamita: un Paese dove la diversità biologica e le subregioni climatiche generano una tradizione culinaria ricca e variegata, unita da abitudini alimentari condivise e da un legame indissolubile con le stagioni. In Vietnam i mercati sono luoghi vivi, dove il cibo è parte della vita quotidiana e la ristorazione si inserisce naturalmente tra banchi, prodotti freschi e movimento. Da qui la scelta di portare VIÊTNÒM proprio dentro i mercati romani, mantenendo però un’identità contemporanea e riconoscibile.

VIÊTNÒM a Roma

Ricordo di un mercato vietnamita

Il nuovo spazio nasce dall’unione di due box: uno dedicato al laboratorio e uno alla consumazione, con 14–18 posti a sedere. Rispetto al primo indirizzo, la possibilità di fermarsi permette di vivere la proposta con maggiore calma e di ampliare il menu con preparazioni che qui trovano continuità. L’ambiente segue la stessa idea di immersione: legno, bambù, lanterne dipinte a mano e tonalità calde costruiscono un’atmosfera che guarda ai mercati di Hanoi senza trasformarsi in una ricostruzione scenografica. C’è anche un piccolo spazio dedicato alla vendita di prodotti tipici e bevande vietnamite. Il mercato, dunque, non è solo scenografia ma diventa parte del racconto. Una scelta che rispecchia la volontà di Raimondi di avvicinarsi alla quotidianità asiatica del cibo di strada.
A rafforzare questo legame c’è Huong Dao Thi Thu, cuoca vietnamita responsabile dell’offerta gastronomica, che porta nel progetto la conoscenza diretta della cucina del Nord del Vietnam, in particolare delle tradizioni tra Hanoi e Nam Dinh. La sua presenza garantisce che VIÊTNÒM rimanga fedele alla propria identità, evitando interpretazioni occidentalizzate.

Huong Dao Thi Thu

Dal Pho al Banh Xéo: ecco cosa abbiamo assaggiato

Gli assaggi ci hanno colpite per una qualità su tutte: la freschezza. Rispetto ad altre cucine orientali, spesso più intense per speziatura o piccantezza, quella vietnamita gioca sull’equilibrio tra erbe aromatiche, verdure, acidità e consistenze. Per conoscere meglio la proposta ci siamo lasciate guidare, scegliendo alcuni piatti simbolo: Goi Cuon di gamberi, Banh Mì di maiale, Pho di manzo, Banh Xéo di gamberi e Còm Chien di gamberi. Il Pho è il piatto vietnamita più conosciuto: una zuppa di tagliatelle di riso e manzo, profumata ma leggera, che gli abitanti di Hanoi mangiano a qualsiasi ora, spesso seduti per strada.

Pho – foto di Rebecca Ranghi

A conquistarci, però, sono stati soprattutto Banh Mì e il Banh Xéo, due preparazioni che giocano sul confine tra familiarità e sorpresa. Il Banh Mì è una baguette farcita con polpettine di maiale, verdure, erbe aromatiche e una maionese alla sriracha. A guardarlo ricorda un panino francese — retaggio della colonizzazione — ma al morso rivela tutta la sua anima asiatica: freschezza, croccantezza, note erbacee e una punta di piccante che lo rendono immediatamente riconoscibile. Lo stesso accade con il Banh Xéo, una crespella di farina di riso e curcuma farcita con gamberi e pancetta. La si mangia avvolta in una foglia di lattuga, insieme alle erbe fresche: un boccone in cui croccantezza, aromaticità e sapidità si incontrano. La forma può trarre in inganno, ma il profilo aromatico racconta tutt’altro. Completano l’assaggio i Goi Cuon, involtini freschi di carta di riso, e il Còm Chien, riso saltato con gamberi e salsa al tamarindo. Due piatti che confermano la varietà della proposta, capace di alternare preparazioni leggere ad altre più strutturate.

Goi Cuon

La presenza di riso, verdure, erbe aromatiche e preparazioni naturalmente prive di glutine rende il menu ricco di alternative gluten free, mentre diversi piatti possono essere declinati in versione vegetariana o vegana. 

Freschezza, erbe e consistenze

Questa attenzione all’equilibrio si ritrova anche nella scelta delle materie prime. Verdure, carne e pesce vengono selezionati quotidianamente nei mercati rionali, con particolare attenzione alla freschezza. Un dettaglio significativo sono i germogli di soia: più grandi e croccanti rispetto a quelli comunemente reperibili in Italia, perché identici a quelli utilizzati in Vietnam. Sono dettagli così a rendere coerente la proposta: non è solo una questione di ricette, ma di ingredienti, consistenze e modalità di utilizzo.

I piatti iconici, freschi e aromatici

Il Vietnam anche nel bicchiere

L’idea di immersione continua nel beverage: birre vietnamite difficili da reperire in Italia, birre artigianali Rebels Beer ispirate al Sud‑Est asiatico, latte di cocco fresco e kombucha. Un dettaglio che completa il racconto: non evocare il Vietnam solo attraverso l’arredamento, ma portarlo nel bicchiere. In questo senso, anche una semplice pausa al mercato diventa un piccolo viaggio gastronomico: un luogo inserito nel tessuto urbano dove il cibo mantiene la sua dimensione informale, ma trova spazio per essere raccontato con profondità. Se l’obiettivo era ricreare quella relazione tra mercato e cucina che appartiene alla quotidianità vietnamita, qui il progetto trova una cornice naturale, perché il Mercato Trionfale è uno storico mercato romano ancora oggi animato da banchi, prodotti freschi e vita quotidiana. Un luogo dove il cibo è davvero parte della città.