Aprile 9, 2025

Tenuta Borgo Santa Cecilia: l’Umbria è servita

Articolo di Anna Gentili

Se penso a un agriturismo immerso nel verde mi torna in mente Tenuta Borgo Santa Cecilia in Umbria: un antico borgo nei boschi, ristrutturato e convertito in un Resort – esclusivo ma ancora a prezzi accessibili – nei pressi della cittadina di Gubbio. Non solo un boutique hotel rurale circondato di natura, ma un luogo dove riscoprire la figura dell’Oste e le suggestioni dell’ospitalità di un tempo. E poi ci sono un laboratorio di fermentazioni, una cantina che è un vero e proprio museo di salumi e, soprattutto, un ristorante di cucina locale che da solo vale il viaggio – parola di una buongustaia cronica, specializzata in assaggi di selvaggina (e poi vi spiego anche perché).

Lo staff di Tenuta Borgo Santa Cecilia

Tutt’attorno, fino al fiume Mussino, si estende una tenuta faunistico venatoria di 320 ettari dove i ragazzi di Santa Cecilia coltivano cereali, foraggi e ulivi secondo le norme dell’agricoltura biologica. Parte dei grani antichi e dei legumi è destinata al nutrimento degli animali della Tenuta (galline, maiali e agnelli allevati allo stato brado), mentre frutta e ortaggi riforniscono la cucina del ristorante. Quest’ultimo si fonda sulle cotture tradizionali, come quelle al fuoco e al carbone, e sul rispetto degli animali e della natura: la materia prima è trattata nella sua interezza, senza sprechi, e quasi tutto è auto prodotto nei dintorni. Bello vero?

Il ristorante della Tenuta

Tra i piatti da provare c’è lo Spaghettone con elicriso e bottarga di cuore di capriolo, emblematico dell’incontro tra il mondo agricolo e quello selvatico. Poi il Piccione al ginepro con topinambur, erbe e germogli – lo troveranno i più fortunati, il menù varia spesso – e il Carpaccio di capriolo alla pizzaiola. Immancabile un assaggio dei loro salumi e del cinghiale, servito in purezza (quasi crudo) con siero di latte. La cacciagione è tutta buonissima: oltre a caprioli e cinghiali, si spazia tra cervi, lepri, fagiani e pernici a seconda della stagione. Il vantaggio di mangiare selvaggina – e il motivo per cui la preferisco alla classica triade maiale, manzo e pollo – è che non è solo buona, ma anche più sostenibile e sana: gli animali non sono allevati ma vivono e corrono liberi, senza gabbie, ormoni e antibiotici.

Spaghettone con elicriso e bottarga di cuore di capriolo

L’esperienza di soggiorno continua in camera e nei diversi spazi in condivisione: dall’accogliente living room, di fronte al camino acceso, alla piscina idromassaggio outdoor. C’è anche una villa con Jacuzzi: ideale per chi ama la privacy e cerca riservatezza, vista colline. Le suite, ampie e insonorizzate, dispongono di bagno privato, set-cortesia con prodotti di origine naturale e senza parabeni, aria condizionata e Wi-Fi diffuso.

La vista da una delle camere