Dicembre 29, 2025

Slow food fast cars: dentro il ristorante Cavallino a Maranello

Articolo di Valeria Gorgos

«L’atmosfera è accogliente, ma l’adrenalina resta sottopelle».

A Maranello, in Emilia, il rombo dei motori fa da colonna sonora. Qui è la nata Ferrari di Enzo Ferrari, ed è possibile visitare il ricco museo tra reperti storici e innovazione. A pochi metri dallo stabilimento sorge il Ristorante Cavallino: un luogo simbolo con oltre settant’anni di storia alle spalle, proprietà di Ferrari prima di essere acquisito dal gruppo Francescana Family di Massimo Bottura e Lara Gilmore. Fondato nel 1950 come mensa aziendale, il locale è sempre stato un punto di incontro, un rifugio, un frammento della leggenda. A questi tavoli, tra la campagna modenese e l’eco delle supercar, hanno mangiato — e tuttora si fermano — i campioni del mondo di Formula 1, oltre ai palati più esperti del nostro Paese e non solo. Era la casa di Enzo: il posto dove piloti, ingegneri e amici sedevano insieme come in famiglia. Nel 2025, il ristorante ha coronato la sua fama con la prima Stella Michelin. 

Ristorante Cavallino

Ogni anno, questo luogo di memoria rinasce sotto la guida di Massimo Bottura e del suo team, con Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo alla direzione della cucina. Ne deriva un progetto che tiene insieme passato e futuro, tecnologia e territorio, senza smarrire il calore di una vera trattoria emiliana. Gli interni riflettono questa visione: pavimenti in terracotta, boiserie in rovere, sedie in pelle gialla, pareti che celebrano piloti e vetture iconiche. L’atmosfera è accogliente, ma l’adrenalina resta sottopelle.

Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo

Il menu degustazione “Supercars”

Novità dell’esperienza è il menu degustazione Supercars: sette piatti che traducono in cibo linee, anima e filosofia delle Ferrari più emblematiche. Il percorso è accompagnato da schede che illustrano le sagome delle vetture e spiegano il legame, non solo estetico, tra piatto e automobile. Un lavoro concettuale nato in collaborazione con il Centro Stile Ferrari di Flavio Manzoni — head designer di Ferrari —, dove precisione, equilibrio e velocità diventano linguaggio gastronomico.

Si parte con GTO: ostrica alla brace, gelatina di pomodoro e ciliegie, spuma di mozzarella e basilico. Un boccone che profuma d’Italia e gioca tra mare e terra, salinità e dolcezza, evocando una Margherita riletta con sguardo contemporaneo. Elegante, immediato, identitario. 

GTO

A seguire, la F40 prende forma in un’animella con fondo piccante, prugne, aglio nero e mostarda di limone. È un piatto che corre tra grassezza e acidità, calore e morbidezza: essenziale e potente, come l’auto a cui si ispira. È stato, senza dubbio, uno dei nostri passaggi preferiti.

F40

Il percorso continua con la F50, una linguina di Gragnano con astice grigliato, bisque, salsa al prezzemolo e gel di limone. La dolcezza del crostaceo è bilanciata dalla freschezza agrumata, mentre la salsa avvolge il piatto con profondità tecnica e una sapidità marina ben calibrata.

F50

Arriva poi Enzo, omaggio al fondatore: tortellini di anguilla, dashi, Parmigiano Reggiano e uva Grasparossa. Oriente ed Emilia si incontrano in un brodo intenso e pulito, dove il grasso trova equilibrio in un dialogo armonico di dolcezza e umami. Dodici tortellini, come i cilindri del motore della Rossa, e al termine rimane solo la voglia di averne ancora.

Enzo

Con LaFerrari, primo modello ibrido, si celebra l’incontro tra terra e mare: storione, peperone, fondo di carne, nero di seppia e caviale Oscietra Calvisius. È il piatto più tecnico del percorso, ma anche il più rappresentativo del progetto: forza, eleganza e precisione racchiuse in un unico gesto.

LaFerrari

​​Il viaggio prosegue con la F80, un piccione con cipollotto, rabarbaro, rosa e abete rosso: piatto moderno, balsamico, profondo, che alterna delicatezza e tensione, come un’accelerazione sul rettilineo.

F80

La corsa si chiude con Speedform: zabaione, Aceto Balsamico Villa Manodori e marasche, racchiusi in una scocca rossa lucente. Il dessert sembra voler guardare avanti, seguendo la visione di Enzo Ferrari: «La migliore Ferrari costruita è la prossima».

Speedform

Un mito da mangiare (anche con gli occhi)

Il Cavallino oggi è un racconto tridimensionale fatto di memoria e gusto. Bottura e la sua squadra hanno costruito un luogo in cui la cucina dialoga con la storia italiana, restituendo l’emozione di un mito attraverso il linguaggio del cibo.

Mangiare qui significa entrare in una narrazione che unisce le mani che impastano a quelle che costruiscono motori. Ogni piatto è un omaggio al design, alla velocità e al territorio modenese, capace di coinvolgere anche chi di macchine non se ne intende, ma di bellezza sì.