L’inverno sta per finire. Più o meno. Ma a noi piace fantasticare e con la testa siamo già in primavera, alle prime brezze di vento tiepido e ai pomeriggi in riva al mare. E dunque via libera all’organizzazione di gite fuori porta: perché si sa, prima ci si organizza e prima si conquista un posto a tavola nei ristoranti migliori. A Punta San Vigilio, sulla sponda orientale del Lago di Garda, qualcuno si prepara alla stagione in arrivo: Riviera, nuovo e ambizioso progetto di casa Rana. Il complesso vanta piscina e spiaggia privata, una terrazza panoramica per aperitivi al tramonto vista lago e il raffinato Riviera Restaurant affidato a Francesco Sodano.

Ispirato dalle acque cristalline, che ricordano quelle della sua Costiera, e dai profumi delle erbe aromatiche del giardino, il cuoco campano qui supervisiona una cucina mediterranea e creativa in qualità di consulente. Alle redini della cucina c’è il giovane Giacomo Ranzato, con una brigata di ragazzi tutti sotto ai 30 anni.

Tra natura, storia e design
Immerso nel verde, tra le fronde di ulivi secolari, si trova l’edificio cinquecentesco che oggi ospita il ristorante. Di fronte, un patio in cristallo, dove pranzare o cenare all’aperto durante la bella stagione. La struttura principale, invece, ospita due intime sale dai toni neutri e dallo stile minimalista, arricchite da opere d’arte ed elementi di design: vasi, lampade, quadri e anche una testa in marmo raffigurante l’imperatore Adriano, che sembra vegliare sulla porta d’ingresso.

Se il lago incontra la Costiera
Le venature cerulee dei tavoli in pietra ricordano le onde quiete del lago, che in cucina incontrano quelle più irruenti e indomabili del Mediterraneo. Uno sposalizio che dà origine a ricette di acqua dolce e salata, totalmente rinnovate per la stagione in arrivo a seguito di un attento lavoro di ricerca. Apre il percorso degustazione un’insalatina di granchio con emulsione di ostrica, pompelmo e caviale di aringa: una variante più raffinata dell’antipasto estivo per eccellenza, l’insalata di mare. Salinità e amarezza si intrecciano in armonia, così come nella seconda portata, una capasanta scottata con cavolfiore, limone salato e porro fritto. Ingredienti che annunciano già al primo assaggio l’alto livello della cucina.

Seguono le fresine alla busara (una pentola in coccio usata anticamente dai pescatori) con scampi e limone e la calamarata orientale con estratto di finocchio, cozze e salicornia, dove abbinamenti creativi e suggestioni asiatiche esaltano la genuinità delle materie prime italiane.

Anche nei secondi piatti il mare è protagonista. Emblematico il pescato del giorno con cime di rapa e rape marinate, una ricetta freschissima, o il celebre polpo alla galiziana, qui riproposto con emulsione alla gallega e clorofilla di prezzemolo.

Un sorbetto al sedano con cubetti di mela Granny Smith, erbaceo e balsamico, prepara poi il palato al gran finale. La torta di mele all’aroma di cannella ricorda le merende dell’infanzia. Ma la vera sorpresa è il “tiramigiù”, un tiramisù scomposto a base di crema al mascarpone, spugna di caffè reidratata in sciroppo di caffè speziato, gel di caffè, crumble al cacao e gelato al Marsala. Un’idea nata 15 anni fa dopo una visita a una mostra di Pollock.