Luglio 15, 2026

Rita Cocktails riaccende i martedì milanesi: stay tuned

Articolo di Federica Risoldi e Anna Gentili

Avete mai pensato di assaporare la cucina milanese davanti a un Bloody Mary? A Milano è già successo. E succederà ancora. Da quest’anno, ogni martedì, Rita Cocktails ha ospitato una realtà gastronomica diversa per il suo format Bloody Tuesday: una serie di serate in cui il Bloody Mary diventava il filo conduttore e i piatti ospiti cambiavano ogni settimana. Un modo intelligente per far incontrare miscelazione contemporanea e cucina cittadina. Tra gli ospiti: Pantera Pizza Rustica, Dry Milano, Non La Solita Vineria, e infine Sugo Milano, protagonista della serata conclusiva. Un format che tornerà dopo l’estate. E noi siamo già curiose di scoprire le nuove collaborazioni.

Rita Cocktails

Rita Cocktails: un’istituzione

Sui Navigli, Rita Cocktails è ormai un’istituzione nazionale della miscelazione contemporanea. Quasi 25 anni fa, Edoardo Nono aprì un American bar quando il concetto di aperitivo era ancora agli albori. Mentre Milano si riempiva di buffet, Rita puntava su cocktail accompagnati da finger food curati e di qualità. Negli anni il locale è cambiato, si è evoluto, ha sperimentato. Ma due cose sono sempre rimaste: l’eccellenza e l’accoglienza. La drink list cambia ciclicamente, seguendo stagionalità e ricerca. Quest’anno il menù è ispirato agli architetti — soprattutto milanesi. Qui non ci si annoia mai. Ma oggi, ci racconta Chiara Buzzi, socia di Edoardo, questo non basta più: con così tanti locali in città, il cliente vuole sempre qualcosa di nuovo. E così nascono le serate in collaborazione.

Cinque Bloody Mary per una serata zero noia

Il Bloody Mary è stato il protagonista di tutti i martedì. Ma non da solo. Rita ha creato una lista di cinque Bloody Mary, ognuno con una sua identità:

•  vodka, rum, tequila, gin
•  aceto balsamico
•  miele al miso
•  capperi
•  barbabietola

Ingredienti “bizzarri” ma che hanno fatto bingo. E se pensate che il Bloody Mary sia solo rosso, vi sbagliate: abbiamo assaggiato il Sang-Rita, preparato con succo di pomodoro giallo. Più fresco, più leggero, perfetto con piatti ricchi come la cotoletta milanese. I succhi — sia il rosso classico che il giallo più ricercato — sono firmati Marco Colzani.  

Il cestino di cotolette alla milanese

La serata con Sugo Milano, tra cucina meneghina e Bloody Mary

Sugo Milano è un ristorante di cucina meneghina contaminata da sfumature contemporanee. E, come abbiamo scoperto, si presta perfettamente allo snack bar. Pensando a Milano, il primo piatto che viene in mente è la cotoletta (o meglio costoletta, con la s, se parliamo di quella tradizionale con osso). Sugo ha proposto un cestino di cotolette con maionese al rafano: croccanti, saporite, da intingere in una maionese pungente e irresistibile. Poi è arrivato il piatto vincente: tortilla croccante con ragù d’anatra e parmigiano. Una reinterpretazione delle loro pappardelle al ragù, dove la scarpetta è d’obbligo. Per l’occasione, il cuoco ha modificato la ricetta: una parte di macinato ha lasciato spazio alla carne sfilacciata delle cosce. Risultato? Un morso che non si dimentica. Gli abbinamenti più temerari, alla fine, sono quelli che funzionano meglio.

Tortilla croccante con ragù d’anatra e parmigiano

Rita’s Tiki Room: il lato tropicale della miscelazione milanese

E poi c’è Rita’s Tiki Room, spin-off caraibico-polinesiano dello storico Rita Cocktails. Un locale che ha riportato il Tiki in Italia con serietà, cultura e un tocco di follia controllata. I primi Tiki bar nascono in California negli anni Trenta, come risposta alla voglia di evasione dopo la Grande Depressione. Luoghi esotici, fantasiosi, dove il rum diventava un mezzo per immaginare un altrove. Edoardo Nono, che ha lavorato in resort di lusso e navi da crociera, rimase folgorato dal Luau Larry’s sull’isola di Catalina: “where the bar meets the bay”. Da lì, l’idea di portare un po’ di miscelazione Tiki a Milano.

Al Tiki Room, la qualità del cocktail si combina a una proposta gastronomica coerente e sorprendente. Il menù è di matrice cantonese, con contaminazioni thailandesi, vietnamite, giapponesi, caraibiche e polinesiane. Una cucina pan-asian che accompagna perfettamente la miscelazione tropicale. Non dimenticheremo mai il maialino filippino cotto a bassa temperatura, o il pad thai, tra i più buoni in città, e l’hummus di ceci con il pane naan. 

Bun con guancia brasata