Settembre 10, 2026

Ristorante Tilia: a Dobbiaco la cucina di Chris Oberhammer servita per soli quattro tavoli in un cubo di vetro nel verde

Articolo di Daniela Trimbaci

Siamo uscite da questo ristorante già con la mente alla prossima visita. Cenare al Ristorante Tilia, a Dobbiaco, tra le Dolomiti, significa entrare nel mondo di Chris Oberhammer: un universo fatto di montagne, piccoli produttori, ingredienti scelti con attenzione e una voglia genuina di raccontare ciò che si nasconde dietro ogni piatto. La prima cosa che colpisce è il luogo stesso: un cubo di vetro immerso nel verde, con un piccolo giardino e appena quattro tavoli. Chris vuole avere il tempo di seguire personalmente ogni ospite, e forse è proprio questo uno degli aspetti che rende Tilia così particolare.

Tilia Restaurant e le Dolomiti

Un solo cuoco

Tra una preparazione e l’altra capita di vederlo uscire dalla cucina, fermarsi a scambiare qualche parola, raccontare un ingrediente o semplicemente chiedere cosa ci piace e cosa preferiamo evitare.
Niente fotografie: da Tilia i clienti sono invitati a non usare il telefono, a non immortalare né il ristorante né i piatti, se non nella propria memoria. L’idea è di godersi ciò che arriva a tavola nel momento in cui viene servito, ascoltarne la storia e, soprattutto, assaporarlo senza distrazioni. A rendere tutto ancora più personale c’è il fatto che Chris è l’unico cuoco del ristorante. Dal pane al gelato, passa tutto dalle sue mani. In sala troviamo sua moglie Anita, insieme a una collaboratrice: una squadra ridotta all’essenziale, proprio come i tavoli.

Chris Oberhammer, l’unico cuoco del ristorante

Circa l’85% degli ingredienti utilizzati nel menù arriva dai contadini di Dobbiaco e dei paesi vicini. Quando Chris riceve una cassetta di fragole, non dà per scontato che siano tutte adatte ai suoi piatti. Le controlla una per una e seleziona solo quelle che considera davvero buone. Un gesto apparentemente banale, ma che racconta molto del suo modo maniacale di lavorare.

Il menù bianco

Chi frequenta Tilia conosce bene una sua particolarità. Molti clienti abituali si siedono e dicono soltanto: «Fai tu». È il menù bianco: ci si affida completamente al cuoco, lasciandogli la libertà di costruire il percorso in base alla persona che ha davanti e ai prodotti migliori arrivati quel giorno. Tra i nostri assaggi, se dovessimo scegliere cosa ritrovare domani, diremmo: tortino di polenta con uovo in camicia, spuma di Puschtra Graukas e polvere di porcino. Quando si rompe l’uovo, i sapori si incontrano e sfumano l’uno nell’altro: la polenta, la cremosità della spuma, il porcino. Montagna pura. Un piatto dove gli ingredienti stanno insieme come in un equilibrio fragile ma saldo.

Tortino di polenta con uovo in camicia

E poi il dessert al cioccolato, dragon fruit e ciliegia. Un dolce così buono che si esaurisce subito nel corpo e nel cuore.

Infine c’è il pane

Anche il pane racconta qualcosa del ristorante. Lievitazione lunga, farine del territorio, burro salato e una foglia di tiglio commestibile. Tilia, infatti, significa tiglio in latino e richiama un albero a cui Chris è legato fin dall’infanzia. Così il tiglio entra nell’esperienza, arriva fino al piatto e diventa un filo conduttore tra i ricordi del cuoco e ciò che oggi vuole trasmettere attraverso la sua cucina.

Il pane

Quando ripensiamo a Tilia, la stella Michelin non è la prima cosa che ci viene in mente. Pensiamo ai quattro tavoli, a Chris che lascia per un momento la cucina per raccontarci un ingrediente, al pane, ai prodotti dei contadini della zona e a quella sensazione di essere stati davvero accolti, prima ancora che serviti.

A ottobre torna il Dolomiti Gourmet Festival

C’è anche un’altra occasione per conoscere da vicino il mondo di Chris Oberhammer. Dall’1 al 3 ottobre 2026 torna il Dolomiti Gourmet Festival, progetto da lui ideato che porta nelle Dolomiti cuochi italiani e internazionali uniti da una visione della cucina attenta al territorio e al rispetto dell’ambiente. Le prime due giornate prevedono appuntamenti con biglietti acquistabili online. Giovedì 1º ottobre, la serata inaugurale si terrà da Jora Mountain Dining a San Candido. Per chi preferisce qualcosa di più informale, il 3 ottobre il festival si concluderà con una giornata aperta al pubblico in montagna, a Versciaco, presso la stazione a monte del Monte Elmo: un’occasione per incontrare cuochi, scoprire produttori locali e assaggiare una cucina profondamente legata alle Dolomiti.