Aprile 3, 2026

L’Acciuga di Perugia lascia il posto a Vite Tavola & Dispensa. Ecco cosa e come si mangia

Articolo di Lorenzo Papi e Carolina Pisello

Chi ha detto che il cambiamento debba sempre aggiungere? A volte l’evoluzione passa dalla sottrazione: togliere ciò che non serve più, alleggerire, avvicinare. A Perugia, Vite Tavola & Dispensa nasce proprio così: come esito di un ripensamento radicale che accorcia la distanza tra cucina e tavola, tra chi prepara e chi siede.

Nel locale che per anni ha ospitato L’Acciuga — il fine dining reso famoso da Marco Lagrimino, una stella Michelin, costruito su tecnica e percorsi degustazione — l’impostazione è stata riscritta dalle fondamenta. La cucina smette di essere un codice simbolico da interpretare e torna a essere diretta, leggibile e intuitiva. Se prima l’esperienza era centrata sul percorso e aveva un capo e una coda, ora è centrata sulla relazione e l’interdipendenza delle parti.

La base tecnica resta, affinata negli anni, ma oggi è al servizio della chiarezza e della semplicità. I piatti mettono al centro gusto e proporzione, con combinazioni pensate per funzionare davvero in bocca prima ancora che conquistare lo sguardo.

Anche il ritmo cambia: meno ritualità, meno distanza, più naturalezza. Puoi ordinare un piatto e un calice senza sentirti fuori copione. Puoi tornare la settimana dopo senza che l’esperienza perda significato. È una ristorazione che punta sulla continuità.

Vite Tavola & Dispensa

La dispensa come identità

La sala, ripensata per aderire al nuovo progetto, ospita una dispensa a vista. Sugli scaffali si alternano conserve, sottoli, paste di piccoli mulini, legumi selezionati, formaggi e salumi di produttori fidati. Gli stessi ingredienti che compongono i piatti possono essere acquistati e portati a casa, creando un ponte diretto tra la tavola del ristorante e quella domestica.

La dispensa cambia la percezione del luogo: espone la materia prima, la rende riconoscibile, racconta la filiera. Trasforma il ristorante in una bottega contemporanea, dove ogni scelta è visibile e ogni ingrediente ha un volto. L’esperienza continua oltre il servizio, tra prodotti selezionati con criterio e pronti a entrare nella quotidianità di chi li sceglie.

Questo spazio vive anche all’ora dell’aperitivo. Formaggi e salumi vengono scelti da una carta dedicata e affiancati da un “menù dispensa” pensato per un consumo più informale: taglieri, assaggi mirati, piccoli piatti che valorizzano la qualità pura del prodotto. Ci si può fermare per un calice senza affrontare una cena completa.

Aperitivo al ristorante? Qui si può

In un’epoca in cui qualità e trasparenza sono centrali, una dispensa integrata diventa una dichiarazione d’intenti: selezionare, conoscere, raccontare. È il ruolo contemporaneo del ristoratore, che non è più solo cuoco ma anche mediatore culturale della filiera.

La dispensa a vista

Vini e cucina

La carta dei vini segue la stessa filosofia: etichette meno diffuse accanto a bottiglie più classiche, tutte scelte per identità ed equilibrio. Molti vini provengono da piccoli produttori artigiani con cui il ristorante intrattiene un rapporto diretto. Ogni calice racconta metodo, stagione e territorio, accompagnando i piatti come parte integrante dell’esperienza.

La cucina si muove nella stessa direzione. La carta cambia con il mercato, si adatta alla stagionalità, si costruisce attorno a materie prime fresche e riconoscibili. Ogni piatto nasce dal prodotto, non viceversa. Una proposta dinamica, viva, legata allo scorrere del tempo.

Il vitello tonnato apre il percorso: carne rosata, spuma tonnata ariosa, cipolla dolce, fondo bruno a dare profondità. Un classico riletto con precisione, fedele alla memoria ma più concentrato.

Vitello tonnato

L’uovo morbido con spuma di patate e tartufo nero pregiato lavora su materia e temperatura.

I plin ripieni di ragù di cortile introducono una dimensione più intensa: fondo di pollo, formaggio Delice du Bourgogne per la parte grassa, polvere di cacao per asciugare e bilanciare.

I plin al ragù di cortile

I risoni, un piatto indimenticabile

I risoni con formaggino, polvere di lampone e fondo di pollo toccano corde intime. Il riferimento alla pastina al formaggino è immediato: un ricordo condiviso, semplice, cremoso. Qui però la memoria viene rielaborata con tecnica e sensibilità contemporanea. Il fondo di pollo aggiunge profondità, la polvere di lampone introduce una nota acida che porta freschezza. Il risultato tiene insieme conforto e precisione, nostalgia e consapevolezza.

I risoni

Nei secondi emerge con forza il lavoro sul prodotto.  

Il maialino iberico con verza, mele e miele costruisce un equilibrio tra grasso, dolcezza e vegetale.  

Maialino iberico

Il piccione con cavolo nero e crema di polenta punta sulla concentrazione dei sapori: carne ferrosa, verdura amara, polenta appena appena dolce.

Il piccione

I dessert seguono la stessa logica.  

La zuppa inglese gioca su stratificazioni riconoscibili e dolcezza misurata.  

La caprese di mele con gelato al mou e frutta secca lavora su morbidezze, tostature e contrasti di temperatura, chiudendo il percorso senza strafare.

Un nuovo modo di stare a tavola

Vite Tavola & Dispensa propone un modello fondato sulla continuità: qualità costante, prodotti riconoscibili, servizio competente ma sciolto. La convivialità nasce spontanea, attorno ai piatti, ai racconti dei produttori, alle bottiglie condivise.

Il risultato è un luogo in cui tecnica e semplicità convivono, dove l’eccellenza si esprime attraverso misura, chiarezza e un’idea nuova — più umana — di ristorazione.