Maggio 31, 2026

Maggio: i nostri migliori assaggi del mese

Articolo di Redazione

Siamo trenta: ragazze e ragazzi che vivono per il cibo e per il gusto della scoperta. Ogni mese viaggiamo in Italia e nel mondo alla ricerca dei migliori ristoranti, café, bistrot, pasticcerie, botteghe: dalle istituzioni nazionali alle piccole insegne che nessuno conosce; dagli indirizzi prenotati con mesi d’anticipo ai locali scoperti per caso, girovagando tra vicoli nascosti.

Ogni volta speriamo in quell’assaggio che vale il viaggio — e non vediamo l’ora di raccontarvelo.
La domanda che ci facciamo sempre noi giovani è semplice: dove vale davvero la pena spendere i nostri risparmi e trasformarli in esperienze di sapore?

Questo maggio siamo stati in Norvegia, ai confini del mondo, su un’isola sperduta a un passo dal Circolo Polare Artico, dove ha aperto uno dei resort più suggestivi degli ultimi anni: Ytri Island Retreat. Poi in Belgio, tra colazioni indimenticabili; in Montenegro, ospiti di una famiglia che ci ha cucinato le migliori prelibatezze locali; in Emilia-Romagna tra Modena e Parma; in Piemonte. E naturalmente al Sud: abbiamo una pizza tutta particolare che dovete assolutamente segnarvi.

Tra i nostri migliori assaggi ci sono piatti ispirati alle fiabe, tagli di pesce che sanno di Atlantico, sorprese al cioccolato, dessert da occhi lucidi e anche qualche chicca vegetale. Foglio e penna — o note dell’iPhone — alla mano e pronti a segnare tutto.

Rosa Luna — Al Gatto Verde, Casa Maria Luigia, Modena

Rosa Luna è un dessert che non si dimentica. Lo avevamo assaggiato nel 2023, anno di apertura del ristorante, quando si chiamava Cielo Terra Mare – Carbone, acqua di mare.  «Cercavo un finale non esattamente dolce e consolatorio, ma sospeso», racconta Jessica Rosval. «Qualcosa che desse conforto senza evitare le domande».
È un dolce ruvido, irregolare, vero. Nasce da prove, errori, fantasia. Ricorda che troppo controllo uccide la vita: la bellezza sta nell’imperfezione.
La magia arriva quando lo rompi con il cucchiaio: il guscio si frantuma e appare il colore, un’esplosione di lampone che illumina il buio. Dalle fratture filtra sempre la luce più tenera.
Anna Gentili

Breakfast toast con pane nordico e prosciutto affumicato — Ytri Island Retreat, Nordland

Dalla colazione di Ytri, un toast che fa chiudere gli occhi al primo morso. Pane nero nordico — preparato da una chef italo‑filippina con mani fatate — omelette fatta in casa con uova di galline allevate all’aperto e, soprattutto, prosciutto di pecora stracotto: sapido, intenso, capace di accendere tutto il resto. Un assaggio che manda in un altro pianeta. Quanto mi manca.
Anna Gentili

Asparagi, fiori, olio extravergine — Ombre Mosse, Parma

Un piatto che racconta la primavera in tre gesti: asparago verde al burro, classico e sulfureo; asparago bianco crudo, fresco e croccante; asparagina alla brace, amaricante e affumicata. Il tutto avvolto da una salsa di bieta all’olio extravergine, morbida e profonda, che lega consistenze e aromi. A chiudere, i fiori di tarassaco sott’aceto: una nota acida e floreale che accende il palato. Una nuova chiave di lettura per una primavera verde, viva, elegante.
Luisa Cortese

Spaghetto alle vongole (senza pasta e senza vongole) — Retroscena, Porto San Giorgio

Uno degli assaggi più sorprendenti arriva da Retroscena, nel nuovo percorso Labor Limae Vol. 4 firmato da Richard Abou Zaki: una “pasta alle vongole” senza pasta e senza vongole.
Lo spaghetto, ricavato dalla patata, replica consistenza ed elasticità della pasta in modo quasi incredibile. L’olio alle alghe e il paccasassi ricostruiscono con precisione il paesaggio aromatico del piatto originale: iodio, salinità, vegetale marino, persistenza.
La forza del piatto non è l’imitazione, ma il lavoro sulla memoria gastronomica: non riproduce, ma comprime l’idea dello spaghetto alle vongole fino all’essenza. Ad occhi chiusi, il riferimento è immediato. È in questa tensione tra assenza e riconoscibilità che il piatto trova la sua verità. Una cucina che non usa la tecnica per stupire, ma per mettere in discussione il modo in cui percepiamo il gusto.
Lorenzo Papi e Carolina Pisello

Le Tre Arance dell’Amore — Al Gatto Verde, Casa Maria Luigia, Modena

Il nuovo menu di Jessica Rosval è dedicato alle fiabe: dalle tre arance dell’amore alla gallina dalle uova d’oro, fino a Pinocchio. Le Tre Arance è il piatto che più ci ha conquistato: un’esplosione cromatica che chiama Sicilia e italianità, tra note amare, saline, affumicate. Un piccolo vulcano nel piatto.
Anna Gentili

Pizza Cetara — Il Colmo del Pizzaiolo, Napoli

Pomodorini gialli del Vesuvio, Parmigiano 24 mesi, alici di Cetara, stracciata di bufala e zest di limone. Fin qui, una pizza che profuma di Mediterraneo. Quello che non ti aspetti — e che spiazza chiunque la guardi — è che la base sia gluten free. Federico Guardascione non usa preparati deglutinati: il suo impasto nasce da una miscela di farine naturalmente prive di glutine. Il risultato è una pizza alveolata, fragrante, leggerissima, che fa quasi invidia alla verace napoletana. E a Napoli, dove la pizza è un’istituzione, questo vale doppio.
Luisa Cortese

Vitello Tonnato e Tajarin al ragù — Trattoria Tre Galline, Canale (Cuneo)

Due classici piemontesi che ricordano una cosa semplice: i piatti più difficili sono spesso quelli che sembrano più facili. Il vitello tonnato arriva rosa, morbido, con una salsa piena e avvolgente. Cipolla in agrodolce e pomodorini aggiungono freschezza e una nota acidula. È uno di quei piatti da bis immediato. I tajarin, tirati a mano, trattengono il ragù in ogni piega e riportano ai pranzi della domenica. Qui non li chiamano “classici”: sono una piccola devozione. Da gustare tra fiori freschi, pasta fatta in casa e il silenzio del Roero, con la possibilità di fermarsi nella dimora accanto al ristorante.
Valeria Gorgos

Chocolate Cramique — Aux Merveilleux de Fred, Gent (Belgio)

La colazione è il nostro pasto preferito, e iniziarla con un Chocolate Cramique caldo e soffice — una sorta di pangocciolo artigianale — è ancora meglio. Assaggiato a Gent, da Aux Merveilleux de Fred: esperienza curata, raffinata, irresistibile. Da segnare subito.
Maria Ludovica Corneti

Focaccia con prosciutto invecchiato in grotta — Konoba Sikimić, Žlijebi Village, Montenegro

Nel Montenegro occidentale, a Žlijebi, una famiglia apre le porte di casa e cucina un pranzo tradizionale indimenticabile: lievitati appena sfornati, salumi e formaggi di capra stagionati in cantina, torte salate, verdure dell’orto. La focaccia calda e sofficissima con prosciutto conservato in grotta è uno dei ricordi più preziosi del viaggio: sapore intenso, profondo, irresistibile. Ho perso il conto degli assaggi.
Anna Gentili

Erbazzone — Casa Maria Luigia, Modena

Casa Maria Luigia è una “casa lontano da casa”, costruita sul rapporto tra domesticità e identità italiana. La colazione è un rito culturale: gnocco fritto con mortadella e aceto balsamico, cotechino affumicato con zabaione, frittate di funghi o cipolle, verdure dell’orto con crema di Parmigiano, frutta arrostita sul fuoco. Tra tutto, impossibile resistere all’erbazzone: piccola torta salata reggiana, crosta sottile e imbrunita, ripieno di robiola. Un piatto povero, medievale nelle origini, oggi custodito da un disciplinare che ne tutela identità e territorio. Un morso che racconta l’Emilia meglio di mille parole.
Anna Gentili

Trota salmonata — Ytri Island Retreat, Nordland

Non mangio salmone, e chi mi conosce lo sa (il perché è nel mio articolo La verità sul salmone che mangiamo edito da VanityFair). Potete immaginare la mia gioia quando, al primo viaggio in Norvegia, ho assaggiato la trota salmonata locale: stessa piacevolezza del salmone, ma con principi etici che mi stanno a cuore. Servita con pane a lievito madre ancora caldo, burro montato norvegese e sale Maldon. Il grasso si scioglie sulla lingua, gli occhi brillano. Vorrei svegliarmi così ogni mattina.
Anna Gentili

Maccheroncini al ragù bianco di salsiccia con ricotta al forno e Aceto Balsamico — Osteria Clò Filomena, Montebudello (Bologna)

Niente tagliatelle o tortellini: la sorpresa sono questi maccheroncini con ragù bianco di salsiccia, ricotta al forno grattugiata e gocce di Aceto Balsamico di Modena. Tradizione, carattere e un tocco di originalità nel cuore di Montebudello.
Maria Ludovica Corneti

Margherita Due Forni — Due Forni, Milano

La pizza di Danilo Brunetti è una certezza a Milano. Oggi lo è in duplice veste nel nuovo locale di Porta Romana: due forni, due impasti, due anime. Accanto al contemporaneo, arriva la pizza romana, sottile e croccante. La “Margherita Due Forni” è quella che ci ha conquistate: crema di datterino arrosto, bufala a crudo, pomodorino semi‑dry, Parmigiano 24 mesi e basilico su un impasto leggerissimo. Tecnica, qualità, gusto — e sì, anche bellezza.
Federica Risoldi