Aprile 23, 2026

Le migliori piole di Torino secondo noi

Articolo di Martina Destri

Tra plin, tajarin e vino in chiave sabauda

A Torino, piola non è solo sinonimo di trattoria: è un’istituzione culturale. Tavoli ravvicinati, vino sfuso, cucina piemontese senza fronzoli e un’atmosfera conviviale che resiste al tempo. In un’epoca in cui la ristorazione tende a costruire format e narrazioni, le piole restano un baluardo di autenticità: luoghi dove si torna per sentirsi a casa, con amici, in famiglia, con i nonni.

Abbiamo selezionato alcune delle migliori piole torinesi, tra indirizzi storici e realtà che hanno saputo reinterpretare la tradizione senza snaturarla. Poche, ma buone: indirizzi che funzionano perché custodiscono un modo di stare a tavola che appartiene alla città.  Che siano più evolute o più essenziali, tutte condividono la stessa promessa: farci sentire bene.

Osteria Le Ramine

Agnolotti al sugo d’arrosto

Nel quartiere Borgo San Paolo, Le Ramine rappresenta una delle evoluzioni più interessanti del concetto di piola: l’atmosfera richiama le vecchie osterie, ma filtrata attraverso una sensibilità contemporanea che evita nostalgie caricaturali.

Alla guida c’è Egidio Lazzarin, per tutti Steven: oste, cuoco e padrone di casa. La sua impronta emerge nella cura della materia prima — perlopiù a chilometro zero — e in una cucina che cerca equilibrio ed emozione.

Il menu segue la stagionalità, con variazioni frequenti che mantengono viva la proposta senza tradire i fedelissimi. I primi sono il punto di forza: agnolottini di maiale ed erbette al burro e salvia, gnocchi di seirass e ortiche tajarin tirati sottili.

Gli antipasti meritano sempre: la battuta di Fassona con sedani, carciofi e robiola contadina alleggerisce la classicità senza perdere identità.

Caffè dell’Orologio

Panna cotta

Al Caffè dell’Orologio non si va per essere sorpresi: ci si va per ritrovare ciò che si conosce. La forza del locale sta proprio nel custodire una cucina che altrove rischia di scomparire, travolta da mode e sperimentazioni.

È una proposta gastronomica di continuità: piatti che trovano senso nella ripetizione, nella fedeltà alla tradizione. I capunet, gli involtini di verza ripieni, tornano puntuali con la stagione fredda come un ricordo rassicurante.

La cucina di Elisabetta Desana è semplice, diretta, solida: tajarin, vitello tonnato, secondi di carne, antipasti tipici.

Porzioni generose, esecuzioni affidabili, una carta dei vini curata da Blue e Lorenzo. Una piola che non ha bisogno di evolversi perché funziona esattamente così.

Barbagusto

Misto di antipasti piemontesi

Siamo a San Salvario, quartiere che più di altri ha trasformato la scena gastronomica torinese. Barbagusto è uno spazio raccolto, tavoli ravvicinati, atmosfera viva ma mai caotica. Il rumore è quello giusto: piatti, bicchieri, conversazioni.

La sala è centrale: accoglienza immediata, ritmo informale, relazione diretta con gli ospiti. È uno di quei posti in cui si crea subito una dinamica da “ritorno”, anche alla prima visita.

In cucina convivono i classici — vitello tonnato, cruda, tajarin, agnolotti — e piatti più liberi, che si muovono fuori regione o reinterpretano ingredienti in modo personale.

La nostra scelta? Le mezze porzioni.  

Cambiano completamente l’esperienza: il pasto diventa fluido, esplorativo, meno rigido. Una piola che guarda al futuro senza perdere la sua anima.

Caffè Vini Emilio Ranzini

Il Ranzini è uno dei luoghi più “inermi” — e quindi più preziosi — del sistema delle piole torinesi. Non aggiorna il formato, non lo estetizza, non lo racconta: lo mantiene.

Qui la grammatica è pre-gastronomica. Il centro non è il piatto, ma la relazione immediata tra vino, spazio e persone. Il bancone non è scenografia: si entra, si ordina, si resta quanto basta. Il vino sfuso è più importante della carta.

La cucina è un repertorio minimo che accompagna il bere tra vitello tonnato, tomini e acciughe al verde, affettati e piattini misti

È il posto perfetto per una pausa veloce, magari una domenica a pranzo. Un’esperienza che racconta Torino più di molte piole “evolute”.

Antiche Sere

Vitello tonnato e antipasti tipici condivisi

Antiche Sere è una delle piole torinesi in cui il tempo diventa parte dell’esperienza. Il cortile interno — quando il clima lo permette — è il cuore del ristorante.

La cucina è profondamente piemontese e non cerca mediazioni contemporanee.  

Agnolotti, bolliti, ricette storiche: tutto è proposto senza interpretazioni forzate, con una fedeltà che si percepisce nei dettagli.

Il servizio è diretto, accogliente, familiare. Antiche Sere rappresenta la componente più domestica della tradizione: la mantiene viva attraverso la valorizzazione della memoria storica, del gusto locale, delle tradizioni contadine che hanno fatto grande questa cultura.