Maggio 9, 2025

La Masardona: 80 anni da madre della pizza fritta

Articolo di Antonella Ciancia

C’è un odore che Napoli non dimentica. È quello denso e avvolgente della pizza fritta che sfrigola nell’olio, mentre mani esperte la richiudono come un segreto: l’odore dell’attesa davanti a una finestra che profuma di casa, di strada e di famiglia. È l’odore della Masardona. Ottant’anni dopo quel primo impasto, nel dopoguerra del 1945, la Masardona non è solo un luogo, ma una vera e propria istituzione. La mamma della pizza fritta, come recita con orgoglio il nuovo motto del brand, torna a raccontare la propria storia con una voce nuova, più fresca, ma sempre fedele a se stessa.

La pizza fritta che sfrigola nell’olio

Il 2025 segna l’inizio di un nuovo capitolo: un rebranding che non tradisce, ma si rinnova. Curati con accuratezza e visione dall’agenzia partenopea Bread And Network, il restyling del logo, il payoff storico “La Pizza Fritta dal 1945” e l’iconografia ispirata alle carte da gioco napoletane diventano simboli evocativi, di identità. Un blu limpido come il cielo sopra il Golfo, un lettering più armonico come il gesto antico del battilocchio che chiude la pizza: ogni dettaglio parla la lingua dell’appartenenza e della rinascita.

La pizza e il blu limpido del Golfo

Non finisce qui. Dalla prima settimana di maggio, la nuova stagione della docuserie Napoli Racconta Napoli – Special Delivery porterà ogni giovedì la sua pizza fritta, simbolo di amore e memoria, nelle mani e nelle storie di chi Napoli la vive e rappresenta. Dopo una prima stagione che ha celebrato i nomi storici dell’eccellenza partenopea, i nuovi episodi ci guidano nei volti della Napoli contemporanea: Salvatore Esposito, Gigi D’Alessio, Marisa Laurito, Antonio Nocera, Gianpiero D’Alessandro e Dat Boi Dee. Ogni consegna è un incontro, ogni morso è un racconto. Non c’è folklore da vetrina, ma vita vissuta, arte, passione e radici. E allora, ottant’anni dopo, eccola di nuovo, la pizza fritta della Masardona: il morso che consola e l’impasto che resta attaccato alle dita. Perché a Napoli, certe tradizioni non invecchiano, ma maturano e si fanno leggenda.

La Masardona: una leggenda