Marzo 28, 2026

La Colazione d’Autore all’Hotel I Portici di Bologna è l’appuntamento cittadino da non perdere quest’anno

Articolo di Matilde Verdinelli e Anna Gentili

All’Hotel I Portici di Bologna quest’anno la colazione diventa un gesto culturale; un rituale amico del lento che scardina l’idea del mattino come momento di fretta. Qui, tra saloni Liberty, colonne, capitelli e terrazze che affacciano sulla Bologna storica, si entra in una sorta di capsula del tempo: un luogo dove i lievitati – dolci e salati – recuperano il loro valore originario e sono elevati a piccole opere d’arte.

Il format si chiama “Colazione d’Autore”, ideato da Vincenzo Digifico, pastry chef dell’hotel e anima della Pasticceria Eden, laboratorio che incarna una pasticceria essenziale, rigorosa e personale, in dialogo concettuale con il ristorante stellato I Portici. Digifico è secondo noi una delle voci più interessanti della nuova pasticceria italiana: tecnica rigorosa, pulizia dei sapori, ottimo uso della frutta fresca e abbinamenti originali per davvero (non dimenticheremo mai i suoi dessert assaggiati quando lavorava ancora al ristorante I Carracci del vicino hotel Majestic).

Vincenzo Digifico

Un luogo di memoria

Per arrivare a I Portici si attraversa un pezzo di città. Cinque minuti a piedi dalla stazione, una svolta a sinistra dopo le bancarelle della fiera del libro, e ci si ritrova davanti a Palazzo Maccaferri, edificio ottocentesco che ospita l’hotel dal 2007. Dentro, 1500 metri quadri di saloni affrescati, soffitti colorati da giochi di luce, un’ala moderna appena ristrutturata e un’altra che conserva un’eleganza rétro fatta di legni, travi a vista e finiture pregiate. I balconi guardano la Bologna vecchia, mentre terrazze e corti interne profumano di verde, come quella della nuova pizzeria accanto al cocktail bar.

Hotel I Portici

In questo contesto, muoversi tra l’atrio del ristorante stellato, la ghiacciaia sotterranea che custodisce oltre mille etichette, e gli ambienti Liberty significa intraprendere un percorso sensoriale che coinvolge occhi, olfatto e palato, lasciando un’incisione mnemonica.

Il valore del risveglio

L’obiettivo del format? Semplice e radicale: restituire dignità al mattino. Se l’espresso bevuto al volo è una necessità dettata dai ritmi del lavoro, cresce il desiderio di un tempo diverso, non negoziabile. Il pranzo resta spesso ancorato alla frenesia delle scadenze; la colazione, invece, può diventare un luogo mentale di abbandono e tranquillità. Un pasto che si dilata, che richiede attenzione e presenza, trasformandosi in un momento di distacco dal mondo. Come un sogno che continua oltre il proprio letto.

La colazione tra i saloni affrescati de I Portici

Gino Fabbri e la devozione verso il passato

Il secondo appuntamento ha ospitato Gino Fabbri, maestro che incarna la storia dolciaria bolognese e che con la sua “Caramella” – oggi “Gino Fabbri Pasticcere” – ha definito per decenni il gusto della città in fatto di dolci.

Per l’occasione, Fabbri ha portato in scena i sapori della sua memoria:

Il Krapfen alla crema pasticcera era la traduzione esatta del comfort food: una cupola dorata e soffice che cedeva a un ripieno denso e avvolgente.

Krapfen

•  La ciambella con zabaione, morbida e rassicurante, proseguiva il racconto dolce conquistando le papille a ritmo di piccoli morsi.

•  Poi la virata salata: calzone agli spinaci e calzone al prosciutto, impasti fragranti, superfici dorate, ripieni umidi e aromatici, perfettamente equilibrati.

Tartina mele e crema; Calzoncini sfogliati salati

Sulla pasticceria racconta: «La tecnologia permette oggi risultati impensabili, ma le macchine restano strumenti sterili se non guidate dall’artigiano. La sensibilità umana non è automatizzabile». E in questa colazione, la mano dell’essere umano si è sentita e assaggiata tutta.

Vincenzo Digifico e tutta la precisione della sfoglia contemporanea

Sul versante opposto, Digifico ha esplorato la via del rigore e della precisione millimetrica della pasticceria moderna.

•  Il Pain Suisse era un esercizio di ascolto: lo scricchiolio della sfoglia sottilissima anticipava un profumo di burro equilibrato dalla dolcezza del ripieno crema–amarena.

Pain suisse

•  La sfogliatina al cioccolato concentrava croccantezza e sapore intenso di cacao puro.

•  La tartina mela e crema era un’esplosione di freschezza, mentre la brioche con marmellata e burro montato chiudeva con una nota morbida e luminosa.

Questa è la cifra della Pasticceria Eden: piccole opere che accompagnano l’intera giornata, dolci e salate, con un’estetica minimale e un pensiero condiviso con il cuoco stellato Nicola Annunziata. Un fil rouge concettuale che unisce ristorante e pasticceria d’eccellenza in un’unica visione.

I due pastry chef hanno sintetizzato il significato di questo rito in tre parole chiave: gratificazione, come necessità primaria; memoria, come conforto intimo; speranza, perché un risveglio di un certo tipo può cambiare le sorti di una giornata.

Prossimi appuntamenti

Il prossimo incontro di “Colazione d’Autore” è previsto giovedì 25 giugno, dalle 8 alle 11.30, con un dialogo tra sfogliati e gelato. La partecipazione richiede prenotazione tramite il sito ufficiale dell’hotel, non appena le disponibilità saranno aperte.