Tra via di Santo Spirito e via di Santa Monaca c’è una Firenze che conserva ancora una dimensione domestica, riconoscibile, fatta di botteghe, laboratori artigiani e piccoli negozi indipendenti. Qui S.Forno si è inserito come micro panificio di quartiere, diventando negli anni un punto di riferimento per chi cerca lievitati di qualità (di quelli che fanno percepire davvero il gusto del grano e rallentarne per assaporarne le sfumature), colazioni “come una volta” e una pausa informale tra legno, lavagne, fiori e oggetti d’epoca.

Il locale nasce nel 2014 all’interno delle mura di uno storico panificio attivo per oltre 150 anni. Una continuità che non viene cancellata ma assorbita: la nuova gestione mantiene l’insegna originale e lavora in dialogo con la memoria del luogo, anche attraverso una fase iniziale di passaggio con i precedenti proprietari.
Dietro al progetto ci sono i soci del gruppo “Il Santo Bevitore”, realtà consolidata nella ristorazione fiorentina. Con S.Forno il loro percorso si sposta dal ristorante al forno, con un’attenzione diversa ma la stessa ricerca di autenticità. Partire dal pane — elemento fondante, evocativo, condiviso — e costruire attorno ad esso un’esperienza quotidiana che faccia stare bene.
Lo spazio conserva tracce evidenti di questa stratificazione: soffitti ad archi in muratura, un grande bancone centrale sempre in movimento, cesti in vimini e materiali semplici che creano un’atmosfera rustica e artigianale, quasi fuori dal tempo.

Dal laboratorio al banco
Tutto parte dal laboratorio, dove si lavora con lievito madre, farine selezionate e tempi lenti. Non è una scelta dettata dalle mode, ma una passione nata ancora prima che la “slow breakfast” diventasse tendenza: la panificazione detta il ritmo della vita, dell’offerta gastronomica, del lavoro.
La produzione è ampia — croissant, sfogliati, torte, monoporzioni, dolci d’ispirazione nordica — ma il pane resta il fulcro, affiancato da pagnotte integrali, varianti ai cereali, segale e semi, e prodotti della tradizione locale come il pan di ramerino, dolce tipico fiorentino con uvetta e rosmarino.

Pane, dolci e una colazione che sa di casa
Accanto al pane, il banco propone schiacciate, focacce, pizze al taglio e preparazioni salate come quiche e croque monsieur. Tutto può essere consumato sul posto, seduti ai tavolini di legno, in un contesto che privilegia la semplicità.
La parte dolce spazia tra croissant, muffin, plumcake, scones, brownies, proposte vegane e una selezione che cambia nel corso della giornata. I budini di riso e di crema — profumati, riconoscibili — riportano a una pasticceria più domestica.

Poi c’è la colazione più essenziale e più nostalgica: pane, burro e marmellata, oppure pane e cioccolato servito a pezzi grossi, o in crema gianduia firmata Marco Colzani. Un servizio semplice, quasi fuori tempo, che ritrova naturalezza nel pane ancora caldo e nel burro che si scioglie. Per chi preferisce qualcosa di ancora più simbolico e quotidiano: yogurt e granola, latte e cereali, latte e biscotti.

A pranzo la proposta si amplia con panini, crostoni, insalate, quiche e zuppe: un’offerta genuina e golosa pensata per accompagnare diversi momenti della giornata.

Una vera bottega di quartiere
Accanto al consumo, S.Forno mantiene una forte dimensione di bottega: farine, conserve, prodotti selezionati e piccole golosità completano lo spazio, trasformandolo in un punto di riferimento anche per la spesa dei cittadini.
L’insegna originale dello storico panificio resta uno degli elementi più riconoscibili: una traccia visibile della storia del luogo che dialoga con la contemporaneità senza cancellarla.
Noi siamo davvero innamorati di questo posto. A Firenze non c’è volta in cui non ci fermiamo.

