Mentre molte destinazioni italiane combattono contro l’overtourism, la Costa degli Dei conserva ancora una dimensione autentica, rilassata, luminosa. Qui, l’hotel Capovaticano Resort Thalasso Spa è una delle interpretazioni più convincenti del lusso mediterraneo contemporaneo. Non quello costruito sull’eccesso, sui fronzoli, sull’ostentazione — un’estetica che ormai stanca — ma un lusso diverso, che valorizza la bellezza di un luogo già straordinario e la incornicia.
Affacciato su uno dei tratti più spettacolari del Tirreno meridionale, il resort si distende tra giardini mediterranei, sabbia chiarissima e una sequenza quasi irreale di sfumature blu che accompagnano lo sguardo fino alle Eolie. Nelle giornate più limpide, lo Stromboli sembra così vicino da poterlo sfiorare.

Quando il paesaggio è in sintonia con l’architettura
Qui l’architettura dialoga con il paesaggio, ne segue morfologia e tonalità. Linee contemporanee, volumi essenziali, superfici vetrate che catturano la luce e una palette che richiama pietra, sabbia, sale. Le camere sono luminose, minimali, con terrazze che diventano una naturale estensione della stanza. Il vero protagonista è il mare oltre il vetro.

Che cos’è la thalassoterapia
Moltissimi hotel hanno una spa, ma ochi costruiscono la propria identità attorno ad essa. Al Capovaticano il benessere nasce dall’acqua e ritorna all’acqua. La Thalasso Spa, tra le più note del Sud Italia, utilizza acqua marina, alghe e trattamenti ispirati alle proprietà rigeneranti dell’ambiente costiero. Piscine di acqua salata, percorsi idroterapici, zone relax e rituali specifici trasformano il wellness in un’esperienza immersiva, che va oltre il semplice trattamento estetico. La sensazione è quella di un rallentamento progressivo: il tempo perde consistenza, le giornate iniziano a essere scandite dalla luce e non dall’orologio.

La Calabria nel piatto
Anche la proposta gastronomica segue una direzione: valorizzare il territorio senza trasformarlo in folklore. La cucina racconta la Calabria attraverso materie prime locali, pescato del Tirreno, ortaggi stagionali e prodotti identitari come la cipolla rossa di Tropea, gli agrumi, l’olio extravergine regionale. L’approccio è contemporaneo, rispettoso di persone, cultura e ambiente. I piatti mantengono una forte riconoscibilità territoriale, senza rinunciare alla tecnica e alla leggerezza che ci si aspetta da un hotel di lusso. Tra gli assaggi più convincenti: la cipolla di Tropea alla brace con fonduta di parmigiano, e l’alalunga (tonno locale) cotta a bassa temperatura con cipolla in agrodolce e alga di mare. Un tuffo nel blu.
