Maggio 14, 2025

Grič in Slovenia, una stella Michelin per scoprire il territorio del Carso

Articolo di Bianca Plebani

Oltrepassando Trieste e avventurandosi lungo l’altopiano roccioso del Carso, si accede a una splendida terra, di nome Slovenia. Subito lo sguardo è catturato dal paesaggio vivace e biodiverso che la caratterizza: un susseguirsi di piante mediterranee, alpine e continentali. Perdetevi tra le strade collinari, a meno di un’ora d’auto dal confine italiano, nei pressi della città di Horjul, e raggiungete la casa di Luka Kosir: Grič. L’impressione, varcata la soglia, è quella di trovarsi in profonda sinergia con l’ambiente naturale. Così immersi nel verde, possiamo intuire la filosofia del ristorante prima ancora di accomodarci.

La cucina a vetrate del ristorante Grič

Il ristorante, un’oasi naturale

Gli interni in legno naturale e la vetrata ad angolo giro sulla collina accentuano il legame tra la dimensione artificiale e il bosco. Grič è un progetto “dalla terra alla tavola”. Non solo un ristorante con orto e campi fioriti, ma una fattoria dove vengono allevati animali all’aperto, come le anatre. Prima di sederci a tavola, abbiamo visitato la cella nascosta ai piani inferiori: un vero e proprio laboratorio dove osservare le fasi di salatura e stagionatura della carne e del pesce (quest’ultimo proviene dall’Adriatico). Così abbiamo scoperto il “dietro le quinte” dei processi di lavorazione che danno vita a quei gustosi salumi (sì, anche di mare) che abbiamo assaggiato, tra cui uno strepitoso a base di tonno.

Le anatre del Grič

Il menù: scegliete voi la durata

Il percorso degustazione è alla cieca e diverso ogni giorno, perché si basa sulla disponibilità quotidiana delle materie prime. Si può scegliere, pensate che cosa bizzarra, soltanto la durata del percorso: 2 ore e mezza oppure 4. Cosa si mangia? Largo spazio ai vegetali, ai fiori e alle erbe spontanee raccolte in loco dal cuoco e la sua brigata. Imperdibili le uova di anatra: più saporite, grasse, cremose e dal tuorlo più grande rispetto a quelle di gallina a cui siamo abituati. Come tradizione slovena comanda, troverete anche ottima carne, soprattutto di maiale, e formaggi (particolarmente rinomati in questa zona sono quelli di capra, dal sapore intenso e erbaceo, tipici dei pascoli carsici).

Il pane, un capolavoro fumante
La cella nascosta – foto di Bianca Plebani

Un uovo da ricordare

Ogni portata racconta il territorio e la cultura, attraverso una lente moderna. La proposta gastronomica punta a creare un unicum con la natura circostante, coinvolgendo flora, fauna e l’essere umano che abita l’ecosistema. Così la cucina diventa l’espressione di una visione olistica, aiutandoci a comprendere come siamo tutti connessi. Tra i piatti assaggiati, si ricorda a distanza di settimane il Tuorlo d’uovo della fattoria, adagiato su un crumble di quinoa e nocciole, con puntarelle e fiori di borragine. Ottima anche la Guancia di maialino, cotta a bassa temperatura e poi rosolata in padella: rosata e succulenta, viene accompagnata da cipolle caramellate e crema di sedano rapa.

Tuorlo d’uovo d’anatra
Guancia di maialino – foto di Bianca Plebani

Ampia scelta di pairing analcolici. A sorprendere sono soprattutto gli sciroppi, preparati con erbe, fiori e bacche. Per gli amanti del vino, le opzioni non mancano: dalla Malvasia, minerale e aromatica, al Teran, acido e corposo, tutto rigorosamente locale e naturale. La ciliegina sulla torta di un racconto entusiasmante.

I pairing analcolici accompagnano la proposta gastronomica