Oggi, 7 luglio, è la Giornata Mondiale del Cioccolato. Quel cibo esotico ma incredibilmente familiare che ha segnato la nostra infanzia: la prima dipendenza, il dolcetto proibito rubato dal mobile alto della cucina, la merenda che ci ha cresciute, la consolazione dopo un cuore infranto, la prova che la felicità — a volte — è davvero a portata di morso.
Ripensiamo a Willy Wonka. La Fabbrica di Cioccolato è stata la prima educazione sentimentale al gusto: fiumi di cacao, stanze che profumano di praline, bambini che si perdono in mondi di zucchero e fantasia. Da piccole volevamo il biglietto d’oro. Da grandi ci accontentiamo di un assaggio che ci faccia sentire, anche solo per un secondo, dentro quella fabbrica magica — innocenti, senza preoccupazioni.
Per celebrare la giornata più dolce dell’anno, abbiamo raccolto gli ultimi assaggi al cioccolato che ci hanno conquistato in giro per l’Italia. Dieci ricette che fanno chiudere gli occhi, sorridere, tornare piccole.
Croccante ai semi di zucca e frizzy pazzi al cioccolato – Enrico Crippa, Piazza Duomo (Alba)
Nel 2000 la famiglia Ceretto acquisisce il palazzotto settecentesco dove oggi risiede Piazza Duomo. Nel 2003 Bruno Ceretto incontra Enrico Crippa. La folgorazione arriva con un croccantino grande come una monetina: semi di zucca, formaggio Malghesino, lampone disidratato e frizzy pazzi al cioccolato. «Chiunque lo farebbe bene con del foie gras. Questi invece sono ingredienti umili». Dieci giorni fa l’abbiamo assaggiato: seduce ancora. Il cioccolato smorza e insieme esalta le note piccanti dell’erborinato, in un abbinamento azzardato ma perfetto, come quello — iconico — tra cioccolato e peperoncino.
Anna Gentili

Un fondente di cui innamorarsi – FormaEssenza, Roma
Se passate da FormaEssenza, ordinate il fondente. È uno di quei gusti che ricordano quanto possa essere diverso un gelato al cioccolato quando al centro c’è davvero un cacao d’eccellenza. Stefano Ferrara lavora con masse di cacao monorigine peruviane di Tesoro Amazónico. Per il fondente sceglie il Perù Piura: fresco, agrumato, con note di miele, frutta secca e spezie. Nel gelato arrivano tutte, perché la ricetta interviene il meno possibile: un solo zucchero, saccarosio, mai oltre il 13%. Risultato: un fondente che sa davvero di cacao, intenso ma pulito, senza dolcezza invadente. L’abbiamo assaggiato, abbiamo finito il cono, siamo tornate al banco per prenderne un altro. Da leccarsi i baffi. Provate anche il gusto a base di cacao Perù San Martín.
Sofia Colombo

Entremets Marbré Vaniglia e Cioccolato – Ritz Paris Le Comptoir (François Perret)
Vaniglia, cioccolato e nocciola: un classico che qui diventa una piccola architettura di sapori. Strati netti e leggibili: pan di Spagna alle nocciole alla base, crema gianduia e pralinato che danno subito spinta e golosità, mousse che ammorbidisce e lega tutti gli ingredienti all’assaggio. In superficie, cioccolato al latte e nocciole tostate cambiano ritmo: arriva la parte croccante, più diretta, che spezza la morbidezza delle creme. In chiusura resta la nocciola, presente dall’inizio alla fine ma più persistente proprio sul finale.
Vincenzo Carbone

Torta Barozzi – Pasticceria Gollini, Vignola
La Torta Barozzi, creata nel 1886 da Eugenio Gollini, è uno dei dessert più iconici dell’Emilia. La ricetta è segreta, custodita come un tesoro. Il cioccolato fondente è il protagonista: dona intensità, profumo, consistenza soffice. Si lega a caffè e frutta secca creando un sapore speciale, riconoscibile, irripetibile. Il cioccolato diventa l’identità stessa della Barozzi.
Maria Ludovica Corneti

Cioccolata calda al sale – La Corte Romanengo, Milano
C’è una sola cosa più buona del cioccolato: il cioccolato al sale. Burro di cacao + sale Maldon = libidine pura. Meglio ancora se tiepido, con il calore che accentua la dolcezza. La cioccolata calda di La Corte Romanengo è questo: un sorso pieno, confortevole, arricchito da chicchi di sale, cannella, chiodi di garofano serviti su piccoli cucchiaini. In città non ha rivali. Una delle scoperte più belle dello scorso inverno. Adesso disponibile anche a La Corte di Via Manzoni, nuova apertura del gruppo. Non perdete, poi, le clementine al cioccolato e le praline assortite.
Anna Gentili

Pain au Chocolat – Spazio, Altamura (BA)
Pain au chocolat con cioccolato fondente dell’Ecuador al 70%. L’impasto di Mauro Petronella è sfogliato con precisione, in perfetto equilibrio tra burro e pasta. Il protagonista è il cioccolato, che cambia ogni settimana: origini, percentuali, profili aromatici sempre diversi. Ogni morso è un viaggio nuovo, una scoperta, una ricerca continua sulla materia prima.
Antonella Ciancia

Pane e cioccolato di S.Forno – Firenze
Un panificio di quartiere che negli anni è diventato un riferimento per chi cerca lievitati di qualità — di quelli che fanno percepire davvero il gusto del grano, che ti costringono a rallentare per assaporarne le sfumature — e colazioni “come una volta”, semplici, sincere, rassicuranti. La proposta del mattino sa di casa: pane casereccio caldo e cioccolato al latte, bianco o fondente tagliato a pezzi grossi, che si scioglie appena. Come la merenda da bambine: un assaggio semplice che riporta indietro nel tempo, tra ricordi ed emozione. Oppure pane e crema al cioccolato Marco Colzani, vellutata e intensa, tra le migliori in commercio.
Anna Gentili

Cioccolato Fuso – Gelateria Il Castello, Rimini
Ci sono cose che non si spiegano bene a parole. Il Cioccolato Fuso della Gelateria Il Castello è una di quelle. Simile a un cremino, ma più consistente, più corposo, più tutto. Non somiglia a niente assaggiato prima. È un gusto che crea dipendenza: lo ordini ancora prima di guardare la vetrina. Non è rinfrescante: è una crema densissima, avvolgente, che riempie la bocca. Si scioglie lentamente, lasciando l’essenza pura del cacao. Lo assaggi pensando “ne prendo solo un po’” e invece finisce subito, con la certezza che tornerai.
Matilde Verdinelli

Brownie vegano al cioccolato – Nowhere, Milano
Il nostro posto preferito per il brunch. Assaggiato per la prima volta quattro anni fa, riprovato questo gennaio, il brownie vegano è ancora tra i migliori che si ricordino. Denso, appagante, rotondo, con una punta di sale che ne accentua la dolcezza. Un dolce senza burro e senza uova che fa chiudere gli occhi al morso e crea dipendenza.
Anna Gentili

Pain au chocolat – Roncaglia 33 x Bagai Cioccolato (Milano)
Cioccolato in purezza dentro una sfoglia fragrante. La bakery milanese Roncaglia 33 usa le stecche di cioccolato fondente Bagai: solo fave di cacao e zucchero di canna grezzo. Al primo morso il cacao inebria il palato. Se amate cioccolato e sfogliati, questo pain au chocolat va assolutamente assaggiato. Meritevoli in città anche quello di Loste, Fola, Alain Locatelli e Horto Restaurant.
Federica Risoldi
