Siamo trenta; ragazze e ragazzi che vivono per il cibo e il gusto della scoperta. Ogni mese viaggiamo in Italia e nel mondo alla ricerca dei migliori ristoranti, café, bistrot, pasticcerie, gelaterie: istituzioni nazionali così come piccole botteghe che nessuno conosce; indirizzi prenotati da mesi o locali scoperti per caso in un vicolo nascosto. Ogni volta speriamo in quell’assaggio che vale il viaggio, e non vediamo l’ora di raccontarvelo. La domanda di noi giovani è sempre una: dove vale davvero spendere i nostri risparmi e trasformarli in esperienze di sapore?
Questo febbraio siamo stati in Qatar, in Alta Badia in un hotel-castello, in giro per Milano e Roma a caccia di nuove aperture. Ma anche al Sud, a Napoli, e sulle sponde del lago di Como. Tra i nostri migliori assaggi ci sono dessert, sorprese libanesi, pizze d’autore e…un’insalata. Non mancano le bakery, che ogni mese fanno breccia nel cuore. Eccoli tutti:
I nostri migliori assaggi
In Qatar, al ristorante Em Sherif Beirut a Doha, abbiamo perso la testa per un dessert fino ad allora sconosciuto: l’Umm Ali, un dolce della tradizione egiziana a base di pasta sfoglia imbevuta di latte, spezie, pistacchio e uvetta. Viene servito tiepido, e la consistenza è quella del porridge anglosassone ma con un twist ottenuto dalle strisce di pasta sfoglia. Un abbraccio di grassezza e dolcezza che seduce il palato e conquista i sensi. Semplicemente irresistibile.
Anna Gentili

L’insalata alla griglia con tartufo nero di Davide Caranchini, al ristorante Materia a Cernobbio, Lago di Como. Un antipasto stratificato e sorprendente in ogni sua sfumatura: alla base, una crema di zucca in scapece, semi di zucca tostati, maionese di noci e sedano rapa croccante e fermentato; sopra, una salsa di funghi, frutti rossi e un’infusione di corteccia e licheni. L’assaggio rimanda la memoria olfattiva a una passeggiata nel bosco d’autunno. Le diverse texture – la crema vellutata, le foglie dell’insalata e i semi croccanti, il sedano rapa – rendono l’esperienza dinamica e coinvolgente. L’equilibrio tra profondità e freschezza regala un morso avvolgente e rende l’esperienza gustativa indimenticabile. È un piatto che assaggeremmo altre mille e una volte: per la sua capacità di risvegliare ricordi, e insieme abbracciare tutte le papille gustative.
Sofia Colombo

La torta ai datteri di Heenat Salma, una fattoria biologica nel deserto del Qatar. Un’oasi ecologica con campeggio situata a nord-ovest della capitale Doha, dedicata all’agricoltura sostenibile, allo sviluppo comunitario e all’artigianato. La colazione è consapevole: farm-to-table, a km 0, circondati dalla natura. Le farine alla base dei dolci provengono dalla fattoria o da coltivatori locali, così come le uova biologiche dorate, la frutta di stagione, i caseari e il miele. La torta casereccia ai datteri è tra gli assaggi migliori del nostro ultimo viaggio in Oriente: soffice come una nuvola, genuinamente dolce, ricca di burro, spezie e aromi d’Arabia.
Anna Gentili

La Super Cardo Bros di Bro Pizzeria a Napoli. La stesura è quella verace “a rot’ e carrett”, ampia e sottile, la classica ruota di carro. L’anima della pizza però è contemporanea, per la concezione dell’impasto e la costruzione ragionata del condimento. Tradizione nella forma, evoluzione nella sostanza. Crema di Parmigiano Reggiano, funghi cardoncelli e tartufo nero: un trittico intenso ma calibrato. Il formaggio stagionato conferisce rotondità e umami, il fungo porta struttura, il tartufo chiude con una nota aromatica ben scandita. È un assaggio che gioca su profondità e coerenza, senza archetipi. Ogni elemento è davvero al posto giusto.
Vincenzo Carbone

A Roma abbiamo assaggiato il pain suisse di Slow, una nuova bakery dove tutto rallenta. Qui la mattina profuma di burro, caffè e sfogliati ancora caldi. E proprio il pain suisse, classico intramontabile della pasticceria francese, continua a sorprendere: uno scrigno di sfoglia racchiude un abbraccio di crema pasticcera e cioccolato fondente in perfetto equilibrio, creando dipendenza a ogni morso e persuadendoci a tornare.
Giorgia Giammarino

L’halloumi con pomodoro della colazione di Mezè, ristorante libanese che ha conquistato Milano. Si tratta di un formaggio grasso e semi-duro tipico di Cipro, molto diffuso in Libano, che qui abbiamo assaggiato caldo, cotto su brace. Viene servito con verdure o una composta di pomodoro dolce-umami che è pura libidine. Sicuramente tra gli assaggi più piacevoli di questo mese, soprattutto se accostato al saj, il tradizionale pane basso arabo che da Mezè accompagna la proposta del breakfast.
Anna Gentili

Il pane al cioccolato del venerdì de La Bruma Bakery in Piazza Vetra a Milano. «Del venerdì» perché questo nuovo laboratorio sforna un pane diverso ogni giorno: il lunedì con farina di mais, il sabato con le olive verdi, la domenica con il grano saraceno, e altri ancora; il venerdì, appunto, si trova quello al cioccolato e cacao, che siamo andati ad assaggiare apposta la settimana scorsa. Morbido, scioglievole, fragrante, dal morso rotondo e persistente che rapisce e invita a indulgere. Ottimo soprattutto inzuppato nel latte caldo speziato — il chai latte — o perché no, nel cappuccino. Non arrivate troppo tardi perché a La Bruma i prodotti sono disponibili fino a esaurimento, e già dalle 10 rischiate di non trovare le specialità di punta. Il pane si può anche acquistare e portare a casa.
Anna Gentili

La rossa con pomodoro e erbette di Pantera Milano, nuovissima apertura per assaggiare la pizza romana in città: quella bassa, sottile e decisamente scrocchiarella. La base della rossa con erbette è croccante e oleosa al punto giusto, con una cottura precisa che regala un morso deciso. La salsa di pomodoro, intensa e leggermente acidula, è protagonista, mentre la componente vegetale aggiunge una nota fresca e leggera che bilancia il tutto. In altre parole: il comfort food per eccellenza, perfetto a pranzo, a merenda o a cena. E la cosa migliore è che non serve andare a Roma.
Antonella Ciancia

Il carpaccio di cervo con mirtilli, maionese vegetale e mela verde trentina di Alberto Toé al nuovo hotel-castello Castel Badia, in Alto Adige nei pressi di Brunico. Un piatto che unisce un profondo rispetto per il territorio a un approccio etico e contemporaneo alla gastronomia: intenso ma leggibile, costruito su pochi elementi essenziali che raccontano la montagna. Il preludio di un progetto di alta ristorazione in cantiere: un ristorante gastronomico con chef table che renderà omaggio alle radici primordiali del cibo, reinterpretando l’identità alpina attraverso brodi e fermentazioni, affumicature e ingredienti selvatici.
Anna Gentili

La Tarte Tatin di mele di Campo Osteria a Roma è uno scrigno caldo e profumato che conquista al primo affondo di forchetta. Mele caramellate e sottilissime, avvolte da una brisée friabile, con delicate note di cannella che amplificano la dolcezza del frutto. Accanto, un gelato alla vaniglia che scioglie i contrasti e aggiunge freschezza, rendendo ogni boccone rotondo, equilibrato e senza eccessi. Un grande classico francese che qui trova una chiave contemporanea, restando fedele alla stagionalità ma con un’armonia che crea dipendenza.
Rebecca Ranghi
