In questo tratto di costa disseminata di scogli, tra i Monti Lattari e il Mediterraneo, il cibo ha contribuito a scrivere la storia dei borghi e delle comunità che li abitano, diventando un punto centrale dell’offerta turistica. Cultura e tradizioni locali si declinano in una cucina variegata e vivace: scialatielli all’amalfitana, alici di Cetara, cuoppo fritto, sfogliatelle e delizie al limone sono esempi di una gastronomia che parla la lingua del territorio, dove ricette ricche e povere convivono in armonia (Ndr Food&Wine Italia, Anna Gentili).
A Marina del Cantone, sulla spiaggia di Nerano, c’è un ristorante che porta il nome di una donna: Maria Grazia. E di una ricetta nata lì: gli spaghetti alla Nerano. Una nomenclatura simbolica che chiama famiglia, artigianalità, senso del luogo. La Costa d’Amalfi e la Penisola Sorrentina che guarda verso Capri sono ricche di indirizzi così: trattorie di famiglia che vanno avanti da tre o quattro generazioni; ristoranti raggiungibili solo in barca; menu scritti a mano e decisi la mattina stessa in base al pescato. Realtà intime e insegne storiche che hanno contribuito a fare della Campania una destinazione anche gastronomica.

Ecco 11 ristoranti (+ un agriturismo a picco sul mare)che valgono il viaggio: diversi per posizione, tipologia di offerta e prezzo, perfetti soprattutto a settembre, quando il clima è mite e il calpestio dei visitatori sui viottoli si fa più lieve (Ndr Food&Wine Italia, Anna Gentili).
Acqua Pazza – Cetara
A Cetara le alici sono dappertutto, ma da Acqua Pazza non si fermano alla classica colatura sugli spaghetti. Il ristorante, nato dall’incontro tra Gennaro Castiello e Gennaro Marciante, ha costruito negli anni una cucina molto legata al paese e al mare. La colatura resta un punto fermo, soprattutto negli spaghetti con aglio, prezzemolo e peperoncino. Ma in carta troviamo anche alici salate maturate in barrique, il crudo del giorno e piatti come lo zito spezzato con genovese di tonno. Ingrediente identitari trattati ogni volta in modo diverso.

Al Convento – Cetara
Pasquale Torrente, cuoco del ristorante Al Convento, ha cucinato a fianco dei grandi — da Bottura a Ducasse — ma è rimasto fedele alle tradizioni di un borgo di pescatori. Da oltre cinquant’anni porta avanti il concetto di trattoria italiana di qualità, puntando su tecniche di cottura innovative. I suoi spaghetti alla colatura di alici e la genovese di tonno sono leggenda. Da assaggiare anche la selezione di crudi. (Ndr Food&Wine Italia, Anna Gentili).

Agriturismo Sant’Alfonso – Furore
Furore vanta un patrimonio enogastronomico fortunato: si produce l’ottimo Fiorduva e si coltivano i pomodorini del Piennolo. Per assaggiare la cucina tipica, l’Agriturismo Sant’Alfonso è una terrazza nella natura con vista sull’orizzonte. Le specialità includono paste fresche, zuppe di legumi, carni come il coniglio in foglia di limone o il brasato di manzo. Ortaggi ed erbe aromatiche provengono dall’orto, anch’esso a strapiombo sul mare. (Ndr Food&Wine Italia, Anna Gentili).

Maria Grazia – Marina del Cantone, Nerano
A Marina del Cantone c’è Maria Grazia, il ristorante legato alla storia degli spaghetti alla Nerano. La famiglia è qui dal 1901 e, secondo la tradizione, fu Donna Maria Grazia a prepararli per la prima volta nel 1952. Il ristorante è sulla spiaggia, con i tavoli rivolti verso la baia. Qui si viene soprattutto per la Nerano: spaghetti, zucchine fritte, basilico e Provolone del Monaco mantecato fino a creare la crema che conosciamo. Ci sono anche il pescato del giorno e altri piatti della casa.

Villa Rosa – La Casa di Lella – Montechiaro, Vico Equense
A Montechiaro, Peppe Guida porta la sua cucina dentro una casa di campagna circondata dall’orto. Il menu segue la stagione e ciò che viene raccolto, mentre la pasta resta uno dei punti centrali della proposta. Il pranzo nasce da quello che c’è in quel momento: verdure, erbe, conserve. Villa Rosa è anche una casa in cui fermarsi, ma è soprattutto a tavola che si capisce il rapporto tra Guida, la campagna e la sua cucina.

Da Gemma – Amalfi
La storia della famiglia parte dalla casa: i primi tavoli erano nel soggiorno e sulla terrazza della giovane Gemma, quando il ristorante era ancora una piccola trattoria. Oggi il posto è cambiato, ma alcune ricette sono rimaste e convivono con una cucina molto più legata al mare. La genovese di Nonna Gemma — cipolle, carne, pasta — è la ricetta che incuriosisce di più: un piatto napoletano che troviamo ad Amalfi accanto a una proposta di pesce dove anche i crudi hanno un ruolo importante. È proprio questo contrasto a renderlo interessante.

La Tonnarella – Conca dei Marini
A Conca dei Marini, La Tonnarella nasce in un vecchio deposito delle reti della tonnara, da cui prende il nome. Per arrivare al ristorante si scende verso la marina e ci si ritrova in una piccola baia dove i tavoli sono quasi sul bagnasciuga. La cucina è quella che ci si aspetta da una trattoria di mare. Il piatto da assaggiare qui sono i tubetti con i totani: pasta corta, totani e il loro sugo. Il resto segue il pescato, con fritture, grigliate e primi che cambiano in base alla giornata.

Da Armandino – Marina di Praia, Praiano
Dal 1986, Da Armandino è nella piccola insenatura di Marina di Praia. Il ristorante è direttamente sulla spiaggia, incastrato tra la roccia e il mare, con i tavoli a pochi metri dall’acqua. Una delle insegne storiche della Costiera, rimasta fedele alla semplicità di una trattoria di mare dove il pescato è centrale. La carta cambia in base a ciò che arriva e alcuni piatti sono ormai dei classici: i tubetti con i totani, pasta corta e totani cotti nel loro sugo, sono da provare. Poi spaghetti alle vongole, risotto al limone e gamberetti, e le preparazioni del giorno.

Da Adolfo – Laurito, Positano
Dal porto di Positano si sale sul piccolo gozzo del ristorante, quello con il pesce rosso, e in pochi minuti si raggiunge la spiaggia di Laurito. Da Adolfo nasce qui nel 1966 e negli anni è rimasto fedele all’idea originale: una trattoria sulla spiaggia, tavoli semplici, una cucina ricavata nella roccia e un pranzo che si allunga tra un bagno e un bicchiere di vino.
Il menu è scritto sulla lavagnetta e cambia in base al pescato. La mozzarella grigliata sulla foglia di limone è il piatto simbolo, insieme alla zuppa di cozze, agli spaghetti alle vongole e al pescato alla griglia. Qui si viene per prendersi qualche ora: arrivare in barca, mangiare sulla spiaggia, poi un bagno.

O’ Parrucchiano La Favorita – Sorrento
Su Corso Italia, il ristorante si apre dietro un cancello che conduce a un grande giardino di agrumi, con tavoli tra limoni e aranci. Nato nel 1868 con Antonino Ercolano, ex seminarista da cui deriva il soprannome “O’ Parrucchiano”, il locale lega la propria storia ai cannelloni, allora chiamati “strascinati”: pasta ripiena, coperta di sugo e passata al forno. È uno dei piatti da ordinare, insieme alla cucina sorrentina che la casa porta avanti da generazioni. Consiglio: provate i gamberetti sale e pepe e l’insalata di pomodori dell’orto quando è stagione.

Antico Francischiello – Massa Lubrense
Sul carrello dei dolci dell’Antico Francischiello, la delizia al limone cattura subito lo sguardo: pare sia nata proprio qui, dal pasticciere Carmine Marzuillo, e da allora non è mai uscita dal carrello. La famiglia Gargiulo guida il ristorante dal 1909, oggi alla quarta generazione, e la cucina resta legata alla tradizione, con gli gnocchi alla sorrentina tra i piatti storici. Anche il servizio conserva gesti di una volta: il carrello dei dolci portato al tavolo, da cui scegliere direttamente la propria fetta di torta, babà o delizia.

Eughenes – Termini, Massa Lubrense
A Termini, frazione di Massa Lubrense, Eughenes è una trattoria a conduzione familiare dove la cucina segue una logica elementare: si guarda cosa c’è, si ordina, si mangia. Il menu è breve, le porzioni hanno ancora le dimensioni giuste di una trattoria vera e si esce soddisfatti. Gli spaghetti alla Nerano restano il piatto forte, ma vale la pena chiedere anche le proposte del giorno e il pescato. Uno degli indirizzi più veraci della lista, frequentato tanto dai turisti quanto dai residenti.
