In un angolino nascosto della piccola Erba, nella frazione di Carpesino in provincia di Como, c’è una vineria con cucina che dal 2018 ha costruito la propria identità attorno a due cose soltanto: il vino e l’ospitalità. Siamo da Da Morris – Vineria con cucina, un luogo che ruota attorno al suo proprietario, Marco Mori. È lui a scegliere le bottiglie, raccontare i piatti, prendere le ordinazioni e, soprattutto, accompagnare il cliente nella scelta di ciò che finirà nel bicchiere. La sua presenza è parte integrante dell’esperienza. L’ambiente è semplice: tavoli e sedie in legno, scaffali pieni di bottiglie, una mise en place vecchia scuola con tovagliette e tovaglioli di carta. Un posto per chi è curioso per natura e ama il vino senza formalità.

Una cucina che segue il mercato
La cucina parte da una base italiana e lombarda e cambia ogni settimana, seguendo disponibilità e stagionalità. Ne nasce una proposta ridotta, essenziale, che non forza mai la mano. Gli ingredienti arrivano da aziende agricole locali tra il lago di Como e quello di Lecco, con particolare attenzione ai piccoli produttori.
Tra i piatti assaggiati, il Vitello tonnato antica ricetta: carne rosa e tenera, salsa tonnata ricca e sapida, con una persistenza che rimane. Più sorprendente la Tartare di ricciola con fichi, scarola e porcini, costruita su abbinamenti meno prevedibili; l’olio al pompelmo aggiunge una nota agrumata che alleggerisce il boccone. I Pizzoccheri bianchi della Valchiavenna, così amati da essere serviti anche in estate, confermano il legame con la tradizione lombarda. La cucina di Da Morris è leggibile, tipica, ma lascia spazio a qualche intuizione contemporanea. Non c’è la necessità di complicare ciò che può rimanere semplice. La tecnica c’è, ma non sovrasta la materia prima: i piatti arrivano diretti, come quelli di casa.

Il vino prima delle etichette
È davanti alla carta dei vini che Da Morris mostra la sua personalità più sentita. Naturali, biologici, piccoli produttori, vitigni meno battuti: Italia, Slovenia, Austria, Francia, Valtellina e altre aree compongono una selezione in cui la personalità della bottiglia viene prima del nome in etichetta. Marco conosce i suoi vini e sa raccontarli. Nel dubbio, porta due bottiglie al tavolo e lascia scegliere l’ospite. Noi abbiamo iniziato con Ayur 2021 di La Spanda, un moscato del Roussillon aromatico, floreale ed esotico. A seguire, una bollicina fresca e vivace di Jean Louis Dennis. Poi il Duc des Nauves 2021, un rosso diretto e pulito che accompagna bene la selezione dei formaggi.

Un motivo per tornarci?
La vera forza di Da Morris sta nell’ospitalità e nel modo in cui Marco Mori interpreta il ruolo dell’oste. Passa tra i tavoli, racconta, consiglia, ascolta, mettendo la propria competenza al servizio dell’ospite. È così che cucina e cantina trovano il loro punto d’incontro: in una piccola vineria di paese dove la materia prima e i piccoli produttori sono centrali, e il vino è parte integrante del pasto. Da Morris vale la pena sedersi senza troppe certezze, con orecchie e cuore aperti, lasciandosi guidare verso una bottiglia che ancora non si conosce.