Gennaio 6, 2026

Da Mauka in Perù per respirare la biodiversità andina

Articolo di Chiara Borghi

Tra le mura del Palacio Nazarenas di Cusco, capoluogo peruviano della dinastia Inca, si nasconde un luogo tutto da scoprire: il ristorante Mauka, la nuova creatura di Pía León, cuoca pluripremiata custode di un patrimonio gastronomico che parla la lingua delle Ande. Il territorio si rispecchia anche nel design degli interni: il locale presenta pareti in pietra vulcanica, superfici in legno di lenga, tessuti naturali colorati con inchiostri botanici realizzati da artisti peruviani. L’ambiente è arricchito da dettagli manifatturieri: dalle posate in rame ai piatti in ceramica dalle tinte pastello, ispirati ai motivi cusqueñi. Anche la colonna sonora, registrata tra boschi e altipiani da musicisti del luogo, concorre a restituire un’atmosfera autentica, quasi meditativa.

Pía León

Evviva la diversità

Il nome Mauka non è casuale: indica una radice peruviana in via di estinzione, simbolo di un legame profondo con la Terra e la biodiversità perduta. Con questa denominazione, León mette nero su bianco le sue intenzioni: preservare, valorizzare e raccontare il territorio per mezzo della cucina. Così il suo ristorante diventa uno snodo culturale importante, dove gastronomia, natura e arte si incontrano. Attraverso amicizie con agricoltori e artigiani locali, Mauka propone una carta che attraversa gli ecosistemi e li mette al centro del piatto, con un’offerta diversificata che spazia dagli altipiani andini alla selva amazzonica. 

I piatti sono un ritratto della Terra

Il menù, un viaggio nello spazio e nel tempo

La proposta gastronomica è un viaggio tra storia, presente e futuro. I piatti evocano coltivazioni dimenticate e ingredienti ancestrali: grani dell’altopiano con crema di zucca, guancia di manzo cotta a bassa temperatura, mais gigante dell’Urubamba, yuyo pampa (un’erba aromatica selvatica), caiguas affumicate (ortaggi a forma di peperone ma con il sapore tipico della zucca). Ogni portata è un frammento di memoria.

La biodiversità andina è servita

Tra i piatti da provare assolutamente, c’è innanzitutto il ceviche di trota andina, un piatto tipico della cucina peruviana a base di pesce marinato in succo di lime, coriandolo, zenzero e prezzemolo. È perfettamente bilanciamento tra fresco e acidulo, e viene servito con mais e yuyo pampa, che ne esaltano la mineralità. Poi i tuberi alla brace (una sinfonia di colori e consistenze), leggermente arrostiti e conditi con erbe spontanee.

Tuberi alla brace

Ricordiamo con piacere anche il paiche, un pesce amazzonico la cui carne delicata e carnosa ricorda il sapore del tonno; viene servito con una salsa di cocona, un frutto della foresta amazzonica dal gusto dolce e acido.

Paiche

E ancora il manzo, cotto a bassa temperatura per 16 ore, accompagnato da una riduzione del suo fondo, chimichurri giallo e mais bianco in tre consistenze. 

Manzo