Maggio 19, 2025

Com’è davvero il menù degustazione di Confine Milano, premiata tra le pizzerie dell’anno

Articolo di Lorenzo Papi e Carolina Pisello

Acqua, lievito, farina: la pizza comincia da qui. Pensando a Milano, la “regina” Margherita non è, certo, il primo cibo che viene in mente. Nel capoluogo lombardo la tradizione ha tramandato carne rosolata, impanata o fritta. E poi il riso, all’onda o al salto, sempre speciale. E qui la pizza è abitualmente al trancio. Ma nel 2023, tra le tante aperture meneghine, è nato in centro un locale che sta facendo molto parlare di sé. Nella zona delle Cinque Vie, a dieci minuti a piedi dal Duomo, Confine di Francesco Capece e Mario Ventura, pizzaioli e imprenditori salernitani, sembra stare ridisegnando le regole del gioco.

Gli interni della pizzeria

Avete mai fatto un menù degustazione in pizzeria?

Nulla è lasciato al caso: gli interni sono eleganti e caldi, e il servizio si rivelerà premuroso e preparato. Il cuore dell’esperienza? I menù degustazione: 4, 5 o 6 portate che esplorano diverse forme di impasto e tipologie di pizza, dalla classica napoletana al padellino, passando per sfiziose focacce e calzoni ripieni. Ogni creazione è un viaggio tra consistenze, temperature e materie prime di qualità. Si inizia con un fritto, l’unico piatto lontano dal mondo pizza: Miseria e nobiltà, una frittatina di bucatini cacio e pepe con tartare di tonno rosso e maionese al cipollotto. All’assaggio si svela croccante e inaspettatamente leggera. Una rievocazione contemporanea del cibo campano di strada e dei sapori viscerali della tradizione. 

Miseria e nobiltà – foto di Lorenzo Papi e Carolina Pisello

Le pizze, un concentrato di sapori

Poi è la volta di Semplice non vuol dire facile, una pizza che mostra come la scelta dei migliori ingredienti possa fare davvero la differenza. L’impasto, prima fritto e poi cotto al forno, viene condito con antico pomodoro di Napoli, mozzarella di bufala campana DOP a crudo, Parmigiano Reggiano 36 mesi, olio extravergine monocultivar Leccino e basilico. L’equilibrio dei sapori è magistrale. Si percepisce tutto il gusto genuino delle materie prime, concentrato in essenza e suggestivo nella sua semplicità

Semplice non vuol dire facile

Il Calzone, invece, pare uno scrigno che infrange le regole della fisica. Una cornice geometrica fa da cui affiorano tutti gli ingredienti: scarola riccia condita con colatura di alici di Cetara, alici, peperoncino serpentino di Teggiano, polvere di olive nere caiazzane, noci sorrentine, datterini semidry, pesto d’aglio orsino, capperi e provola. Croccantezza, morbidezza, sapidità, dolcezza: si ritrova tutto in un solo morso.

Il calzone di Confine Milano – foto di Lorenzo Papi e Carolina Pisello

Dalla picanha all’Umaminara: ecco cosa vi aspetta

Segue la pizza ripiena di picanha stagionata 8 mesi, funghi shiitake, misticanza e nocciole. E poi l’immancabile, ormai iconica, Umaminara, una rivisitazione contemporanea della marinara classica. L’impasto è una nuvola, dal sapore intenso e profondo, che carezza e insieme colpisce i sensi. Gli ingredienti? Pomodoro San Marzano DOP affumicato al legno di faggio, crema d’aglio rosso di Nubia sbianchito al latte, pasta e colatura di alici, gel di basilico, crema di datterini, polvere di capperi, olive e aglio nero, origano, basilico greco, olio extravergine Leccino. Nient’altro.

Umaminara

Si chiude con Botox, una personalissima versione della quattro formaggi a base di impasto classico contemporaneo. Protagonisti sono la mozzarella fiordilatte, la fonduta di caciocavallo, l’erborinato di bufala, la confettura di fichi bianchi, le chips di Parmigiano Reggiano e il basilico, che rinfresca e ci sta benissimo. Oltre all’eccellenza delle pizze, sorprende il dialogo con la cantina, curata da Mario: una selezione che non smette di sorprendere con abbinamenti intriganti.

Botox

Verso i confini del mondo e oltre

Può capitare che, una volta usciti, abbiate la sensazione di aver assaggiato una delle pizze più buone di sempre. Basti pensare che, in meno di due anni, Confine è stata battezzata “seconda miglior pizzeria d’Italia” e “quarta al mondo” da 50 Top Pizza. Al di là delle classifiche e dei numeri, una cosa è certa: qui, il confine non separa, ma unisce. Come un ponte tra cultura tradizionale e creatività, semplicità e genio.

Revisione a cura di Anna Gentili e David Abbattista