Ci siamo presi una pausa dal ritmo frenetico della Capitale per riscoprire il piacere dei dettagli in un luogo che unisce la bellezza della maison Ginori 1735 alla personalità eccentrica del cuoco Fulvio Pierangelini.
A Roma, in via Sistina, al pian terreno dell’Hotel de la Ville — cinque stelle del gruppo Rocco Forte Hotels — Café Ginori si presenta come un indirizzo in cui l’arte incontra una visione estetica e gastronomica profondamente contemporanea. Un luogo in cui la tradizione dialoga con suggestioni internazionali, e dove la boutique Ginori 1735 completa l’esperienza. È la seconda collaborazione tra la storica manifattura e l’hôtellerie di lusso, dopo l’apertura all’interno dell’Hotel St. Regis di Firenze, città natale del marchio.

Dalle origini settecentesche a oggi
Il nome Ginori 1735 rimanda alle radici: nel Settecento Carlo Andrea Ginori fonda a Doccia, vicino Firenze, la Manifattura destinata a competere con le più importanti realtà europee. Celebre per il bianco luminoso dalle sfumature azzurrate e per le decorazioni raffinate, la porcellana Ginori è diventata nel tempo un simbolo dell’eccellenza artigianale italiana.

Un’esperienza che va oltre la colazione
Fare colazione al Café Ginori significa vivere qualcosa di diverso dalla classica caffetteria elegante d’hotel. Qui la gastronomia si intreccia con un racconto estetico fatto di storia, design e attenzione al dettaglio particolarmente suggestivo e iconico.
Durante tutta la giornata — dalla colazione all’aperitivo fino alla cena — la mise en place si anima con le collezioni più iconiche della maison: Oriente Italiano, Il Viaggio di Nettuno e Labirinto, tutte acquistabili nella boutique adiacente.
Oriente Italiano è un’esplosione di colore e creatività: il motivo “a Garofano”, ispirato alla ceramica di Faenza e alla tradizione orientale, si staglia su superfici vivaci con finiture in oro.
Labirinto porta in tavola geometrie rigorose e un’eleganza grafica senza tempo.
Il Viaggio di Nettuno, firmato dall’artista inglese Luke Edward Hall, introduce un immaginario marino onirico fatto di cavallucci alati, polpi e figure ispirate all’arte classica.
L’atmosfera è studiata nei dettagli: luce naturale, cromie fantasiose, armonia degli elementi. Il risultato è uno spazio accogliente e cinematografico, che richiama per palette e suggestioni le scenografie di Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.

Il menu firmato Fulvio Pierangelini
La proposta gastronomica riflette la doppia anima del luogo: essenziale e rigorosa, ricca e creativa. A firmarla è Fulvio Pierangelini, Creative Director of Food del gruppo Rocco Forte Hotels, uno dei cuochi che ha fatto a suo modo la storia della cucina italiana. Molti dei nostri lettori lo ricorderanno per il suo Gambero Rosso di San Vincenzo, insegna pluristellata dove lo Spaghetto al pomodoro era un signature già negli anni Novanta. La sua è una cucina che evita tecnicismi e mode fini a se stesse, concentrandosi sulla qualità della materia prima e sul valore della semplicità a tavola.
Tra i piatti pensati per la sede romana spiccano gli Asparagi con burrata e tartufo, le Pappardelle con astice e funghi, L’Insalatina di carciofi.

La colazione, dolce e salata, è uno dei momenti più riusciti: L’Avocado toast a base di pane fragrante, guacamole cremoso, uovo alla coque dal cuore perfettamente morbido colpisce per equilibrio e precisione. Mentre la Tartare di pesce, elegantissima nella presentazione, è costruita su accostamenti misurati che esaltano la materia.
Il Tiramisù è calibrato e pulito, mentre il Maritozzo con gelato alla vaniglia e salsa al cioccolato conserva la sua anima iconica in una versione curata ma fedele allo spirito romano.

Non mancano in carta grandi classici italiani: Spaghetto al pomodoro e basilico, Lasagnetta al ragù, e una selezione di dolci che interpreta la tradizione con leggerezza.

Perché prenotare
Café Ginori è un indirizzo distintivo perché riesce a orchestrare cucina, design e servizio in un’unica narrazione appassionante e coerente. Qui il gesto quotidiano del mangiare diventa un’esperienza anche estetica, in cui persino la scelta della porcellana contribuisce a definire il ricordo.
In una città abituata alla bellezza, è un luogo che riesce ancora a sorprendere: offre un punto di vista raffinato e contemporaneo sull’ospitalità romana, dove ogni dettaglio — dalla mise en place alla luce, dai piatti alla sala — concorre a costruire un’esperienza che a noi personalmente è rimasta impressa e che vi consigliamo di prenotare. Perché sì, oltre al fumo c’è dell’arrosto, e Pierangelini sa ancora il fatto suo.
