Giugno 13, 2025

Biga Milano, una pizza che fa gola

Articolo di Anna Malafronte

Milano corre veloce. Tram che fischiano, tastiere che battono e agende che non possono subire ritardi scandiscono i ritmi di una città sempre proiettata in avanti. Fa eccezione un angolo raccolto nel quartiere Isola, dove il tempo sembra rallentare e farsi denso di significato, in un locale pervaso da un profumo fragrante e irresistibile. Siamo da Biga, una pizzeria il cui nome indica una tecnica antica di pre-fermentazione che conferisce ai lievitati profondità, leggerezza e un aroma inconfondibile. E rappresenta anche, simbolicamente, un ritorno alle origini. Dietro al progetto c’è Simone Nicolosi, che crea le sue pizze partendo dalla memoria dei piatti tradizionali. Da Biga si entra per la voglia di mangiare una pizza e si esce con la sensazione di aver ascoltato una storia. Il segreto? L’impasto: leggero, arioso, frutto di una lunga maturazione. L’esempio perfetto di come la pazienza e il rispetto del tempo si trasformino, se assecondati, in valore.

Impasto pala romana con estruso di mais, battuta di Chianina al coltello, punte di asparagi e caprino – foto di Adriana Pia de Luca

Cosa troverete da Biga

Il locale (c’è una sede anche in Moscova) è un rifugio urbano: design minimalista ma accogliente, elegante e luminoso. Il forno a vista è come un palcoscenico, da cui entrano ed escono dischi di pasta volteggiando, come in una coreografia. L’atmosfera è viva. Cosa vi aspetta qui? Non solo pizza contemporanea: da Biga trovano spazio anche il padellino e la pizza a ruota di carro. Un menù che abbraccia stili diversi, perché inclusione significa anche permettere a chi ha esigenze o preferenze alimentari alternative di condividere lo stesso tavolo e godere del piacere che la pizza regala. E infatti, Simone abbatte le barriere alimentari, introducendo un forno separato per le preparazioni senza glutine, così da accogliere a braccia aperte celiaci e intolleranti. Una scelta che non è passata inosseravata: la guida Milano e Lombardia a Tavola 2025 ha incoronato la sua pizza “Pizza Gluten-free Dell’anno”.

Padellino parmigiana con provola affumicata, pomodorini semidry e parmigiano – foto di Adriana Pia de Luca

Eventi e assaggi da ricordare

Da Biga si vive un’esperienza immersiva, come dimostrano i numerosi eventi ospitati durante l’anno. L’ultimo, che ha avuto luogo lo scorso maggio, ha chiuso il ciclo “Itinerari di pizza”: tre appuntamenti che hanno visto Simone condividere il banco con gli amici e colleghi Manuel Maiorano – titolare della pizzeria La Fenice a Pistoia – e Antonio Conza di Maturazioni Pizzeria a San Giuseppe Vesuviano, raccontando l’Italia attraverso il filo conduttore dell’arte bianca. Oggi, la pizza non è più solo un simbolo popolare legato a Napoli, ma un linguaggio universale per sperimentare, raccontare ricordi, unire persone. Un semplice disco di pasta può dare vita a una storia: come quella della Frittatina di mare, arricchita dalla nota affumicata della provola di Agerola, o ancora quella degli Uramaki Marco Polo, dove alga wakame e tartare di tonno tracciano rotte inedite tra l’Oriente e il Mediterraneo. Da non perdere, poi, il Padellino parmigiana, dove un classico della tradizione come la parmigiana di melanzane diventa protagonista di una pizza contemporanea, che sorprende e conquista. E, ovviamente, l’intramontabile margherita firmata Simone Nicolosi. Non è tutto. La pizza, qui, si reinventa anche nei gesti: a volte si mangia come finger food, altre va afferrata con entrambe le mani. Quel che conta è che continui a essere di qualità, trasmettere passione e fare gola solo a guardarla arrivare al tavolo.

La margherita di Biga – foto di Anna Malafronte