Luglio 24, 2026

Abbiamo provato l’osteria più antica di Bergamo: ecco com’è andata (e perché andarci subito)

Articolo di Sofia Colombo

Osteria Tre Gobbi, via Broseta, Bergamo bassa. Una delle insegne storiche della città, un luogo che — secondo le voci — pare fosse amato da Gaetano Donizetti. Oggi conserva il fascino autentico delle osterie di una volta, ma con un occhio di riguardo alle tecniche moderne: piatti della tradizione bergamasca, qualche accenno di mare e una filosofia che punta sulla leggerezza senza rinunciare al gusto.

Via Broseta è una delle arterie storiche che collegano il centro ai quartieri della città. Passeggiando tra negozi, botteghe e caffè si respira una Bergamo meno turistica e più vissuta, quella dei residenti. Proprio qui si trova l’Osteria Tre Gobbi, ospitata in un edificio le cui origini risalgono tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Un luogo che, ancora oggi, attraverso la tavola racconta la memoria della città.

La mitica trippa di Osteria Tre Gobbi

Cosa si trova sfogliando il menù

Il cuoco, oste e titolare Marco Carminati propone un menù alla carta costruito attorno ai grandi classici della casa e della tradizione, affiancati da alcuni piatti di mare.
Sfogliando la carta, la sensazione è quella di una cucina con radici salde, avvalorata da tecniche contemporanee: fondi ben costruiti, impiattamenti essenziali, proposte creative ma sempre leggibili.

I formaggi bergamaschi ricorrono spesso, ma noi iniziamo con un vitello tonnato che conquista fin dal primo assaggio: salsa calibrata, sapidità misurata, nessun ingrediente che sovrasta l’altro. Sorprendono anche le cozze con Strachitunt e limone: un abbinamento insolito ma perfettamente riuscito, dove la freschezza degli agrumi alleggerisce la componente lattica e persistente del formaggio.
Molto gradito il servizio del pane: una pagnotta fragrante accompagnata da grissini al burro con farina di mais, friabili e golosi.

Pane e salame, sempre una garanzia

I casoncelli di mamma e papà

Sono il piatto simbolo dell’osteria e rappresentano al meglio la sua filosofia. Preparati secondo la ricetta di famiglia, arrivano in tavola con un’estetica essenziale e curata.
Il ripieno d’arrosto è ricco e saporito, con un retrogusto di chiodo di garofano che emerge senza mai diventare invadente.  

Casoncelli di mamma e papà

Per chi ama il formaggio, le fettuccine “all’Alfredo” in versione bergamasca con Formai de Mut DOP sono una coccola: cremose, avvolgenti, irresistibili.

Fettuccina Alfredo rivisitate in chiave bergamasca

Brasato e polenta d’estate? Perché no

Tra i secondi, il brasato di manzo con polenta taragna (la polenta valtellinese di grano saraceno con burro e latteria) potrebbe sembrare una scelta impegnativa in una giornata calda. In realtà basta il primo boccone per capire il lavoro fatto in cucina: cottura perfetta, fondo equilibrato, densità di gusto senza pesantezza.

Brasato di manzo

L’arrosto di coniglio, disossato, arrotolato e arrostito, è un altro assaggio emblematico dell’anima del locale: tenero, succoso, accompagnato dalle sue salse e dalla freschezza degli agretti. Chiude il percorso un tiramisù servito come se fosse una piantina in vaso: il crumble al cioccolato e caffè, con una leggera nota salina, è il terriccio: l’elemento sorpresa che fa la differenza.

Il tiramisù

Perché vale la pena prenotare

Mangiare all’Osteria Tre Gobbi significa riscoprire la cucina bergamasca attraverso uno sguardo nuovo, più leggero e contemporaneo. Una cucina tradizionale alleggerita, capace di conservare il sapore dei pranzi della domenica senza lasciare quella sensazione di pesantezza che spesso accompagna i piatti tipici. È un’osteria dove si mangia bene, si esce soddisfatti e — cosa non scontata — ci si sente bene anche dopo il pasto. Un luogo in cui tornare quando viene nostalgia dei sapori di casa, con la certezza di ritrovarli interpretati con un pizzico di fantasia che non stanca e continua ad affascinare. E poi, diciamolo: quei casoncelli e quel coniglio valgono davvero il viaggio.

Arrosto di coniglio e agretti