Aprile 21, 2026

Abbiamo provato il primo brunch Hi‑Fi a Milano

Articolo di Erin Facchinetti

Avete mai mangiato in un listening bar? A Milano c’è un locale che unisce design etnico, musica di qualità, cucina internazionale e una cura maniacale per l’esperienza. Si chiama MOGO Hi‑Fi, si trova a Isola, e siamo andati a provarlo per voi.

MOGO riscrive le regole del brunch milanese trasformandolo in un’esperienza multisensoriale. Non è la solita pausa tra colazione e pranzo, ma un incontro tra musica, arte e gusto, dove ogni elemento dialoga con gli altri.
L’atmosfera colpisce subito. Lo spazio — firmato Giorgia Longoni Studio — mescola suggestioni anni ’70, dettagli etnici e accenti industriali. Pareti grezze, vinili colorati, richiami all’estetica africana e un imponente impianto Hi‑Fi che domina la sala. La musica è parte dell’esperienza. Anche il soffitto luminoso cambia intensità durante la giornata, trasformando l’ambiente.

MOGO Hi‑Fi

Il Sunday Brunch e il cibo come unione

Il nuovo brunch domenicale incarna perfettamente l’identità del luogo. “MOGO”, che in lingua Sotho significa insieme, diventa una dichiarazione d’intenti: unione di sapori, tecniche e culture. Il menu si muove con sicurezza tra ingredienti italiani di qualità e influenze internazionali, costruendo piatti che giocano su contrasti importanti ma sempre equilibrati.

Il cibo qui è condivisione

I piatti da non perdere

•  Wagyu Burger  
Bun fatto in casa, carne di Wagyu (manzo nobile giapponese) tenera e burrosa, cheddar, cavolo croccante e maionese alla senape. Succoso, ricco, ma mai eccessivo. Da accompagnare alle sweet potato fries, croccanti e irresistibili.

Wagyu Burger e potato fries – foto di Erin Facchinetti

•  Cheese Toast con shokupan  
Il soffice pane giapponese in cassetta eleva un grande classico a qualcosa di nuovo, delicato e sorprendente.

Cheese Toast – foto di Erin Facchinetti

•  Cucumber Sponge  
Pan di Spagna al cetriolo con crema di anacardi al lime, pesce affumicato e aneto. Un piatto inaspettato, fresco, originale.

•  Vegan Donburi  
Riso giapponese con verdure saltate, funghi shiitake, edamame e sesamo tostato. Completo, leggero, giocoso nelle texture.

Vegan Donburi – foto di Erin Facchinetti

Tutti matti per il Matcha(kin)

Sul fronte dolce, il Matcha French Toast è già un’ossessione. Morbido, profumato, avvolgente, utilizza esclusivamente Matchakin, il matcha giapponese di proprietà di Matteo Larghi, fondatore di MOGO. Viene impiegato sia nell’impasto sia nella crema, regalando un finale goloso ma mai stucchevole.

Matcha French Toast e macedonia di frutta con gelato al basilico – foto di Erin Facchinetti

Il matcha si può degustare anche in purezza o con latte — caldo, freddo, vaccino o vegetale — in diverse qualità (classico, cerimoniale, più rotondo per il matcha latte).
Per chi preferisce una chiusura fresca: macedonia con gelato vegano al basilico, balsamica e sorprendente.

Matcha in purezza – foto di Erin Facchinetti

Il caffè? In moka, grazie

Interessante anche la proposta beverage. La moka Lavazza “El Ronero”caffè specialty affinato per oltre 100 giorni a Cuba in botti di rum — viene servita direttamente al tavolo. Note di zucchero di canna, cioccolato fondente e pera matura: un dettaglio che racconta bene l’attenzione del locale per ogni aspetto dell’esperienza.

El Ronero – foto di Erin Facchinetti

Perché andare subito da MOGO Hi‑Fi

In una città dove il brunch è ormai una tendenza consolidata, MOGO Hi‑Fi riesce a distinguersi senza strafare, ma con un’identità originale e coerente. Estetica, musica e cucina si muovono all’unisono, creando un luogo in cui vale la pena fermarsi, rallentare e lasciarsi coinvolgere. Non solo per quello che si mangia, ma per come ci si sente: insieme, presenti, parte di un’esperienza che non vediamo l’ora di rivivere.

I dettagli africani del locale