Apre Ciao Cara, il nuovo indirizzo del gusto piemontese firmato Federico Girone
A Torino la tendenza è ormai chiara: dal pranzo all’aperitivo fino alla cena, si mangia assaggiando. Un po’ di tutto, senza gerarchie, senza percorsi rigidi. I “piattini” — o piatin, in piemontese — sono diventati il formato ideale per una città che ha imparato a rileggere la propria tradizione con intelligenza e apertura.
Non è un’invenzione contemporanea, ma una reinterpretazione storica. I riferimenti restano quelli delle piole: plin, vitello tonnato, acciughe al verde. Piatti identitari, radicati, che oggi tornano in porzioni più contenute, pensate per essere condivise — à partager, come ormai si dice nel lessico gastronomico urbano.

Ciao, Cara!
In questo scenario si inserisce Ciao Cara Vini & Piattini, a pochi passi dalla Mole Antonelliana. Uno spazio che eredita l’anima conviviale di una piola e la rilegge con una nuova identità sotto la gestione di Anastasia e Lele.
Da gennaio, Ciao Cara conquista per l’identità fluida e allineata al modo attuale di vivere la tavola in città.

La cucina porta la firma di Girone, che lavora con una cifra stilistica messa nero su bianco: semplicità e gusto. Niente effetti scenici, ma una precisione gustativa costruita su pochi elementi ben calibrati. L’obiettivo è accompagnare il vino. La carta guarda ai naturali e ai piccoli produttori piemontesi, con bottiglie che raccontano storie prima che denominazioni. Una selezione viva, pensata per dialogare con il cibo e con il ritmo della serata.
L’ambiente segue la stessa linea: informale, diretto, senza costruzioni superflue. Tavoli ravvicinati, luci morbide, un’energia che cambia nell’arco della giornata ma resta coerente con l’idea di fondo: stare bene, insieme.
Cosa abbiamo assaggiato
Si parte condividendo qualche assaggio: stick di polenta fritta, focaccia tostata con burro montato all’acciuga, insalata russa, acciughe e tomini al verde. Piccoli piatti che mettono subito a fuoco l’idea di condivisione.

È qui che prende forma il partager dei piattini, con una sequenza che attraversa i grandi classici piemontesi: vitello tonnato, insalata russa, tonno di coniglio. Un percorso lineare che trova il suo passaggio naturale nei plin — da scegliere tra sugo d’arrosto, ragù, burro e parmigiano o fonduta di grana. Quelli al sugo d’arrosto restano i più centrati.
In chiusura, il bonet: essenziale, pulito, perfettamente coerente.

Una nuova fase per la gastronomia torinese
Ciao Cara rappresenta bene il momento che Torino sta vivendo: una gastronomia meno rigida, più fluida, capace di esaltare la tradizione e tradurla in un linguaggio contemporaneo senza snaturarla. Un luogo dove si torna volentieri, perché tutto — piatti, vini, atmosfera — invita a condividere e creare connessioni.
