Aprile 16, 2026

A Torino tutti matti per i piattini

Articolo di Martina Destri

Apre Ciao Cara, il nuovo indirizzo del gusto piemontese firmato Federico Girone

A Torino la tendenza è ormai chiara: dal pranzo all’aperitivo fino alla cena, si mangia assaggiando. Un po’ di tutto, senza gerarchie, senza percorsi rigidi. I “piattini” — o piatin, in piemontese — sono diventati il formato ideale per una città che ha imparato a rileggere la propria tradizione con intelligenza e apertura.

Non è un’invenzione contemporanea, ma una reinterpretazione storica. I riferimenti restano quelli delle piole: plin, vitello tonnato, acciughe al verde. Piatti identitari, radicati, che oggi tornano in porzioni più contenute, pensate per essere condiviseà partager, come ormai si dice nel lessico gastronomico urbano.

Piattini piemontesi da condividere

Ciao, Cara!

In questo scenario si inserisce Ciao Cara Vini & Piattini, a pochi passi dalla Mole Antonelliana. Uno spazio che eredita l’anima conviviale di una piola e la rilegge con una nuova identità sotto la gestione di Anastasia e Lele.

Da gennaio, Ciao Cara conquista per l’identità fluida e allineata al modo attuale di vivere la tavola in città.

Ciao Cara Vini & Piattini

La cucina porta la firma di Girone, che lavora con una cifra stilistica messa nero su bianco: semplicità e gusto. Niente effetti scenici, ma una precisione gustativa costruita su pochi elementi ben calibrati. L’obiettivo è accompagnare il vino. La carta guarda ai naturali e ai piccoli produttori piemontesi, con bottiglie che raccontano storie prima che denominazioni. Una selezione viva, pensata per dialogare con il cibo e con il ritmo della serata.

L’ambiente segue la stessa linea: informale, diretto, senza costruzioni superflue. Tavoli ravvicinati, luci morbide, un’energia che cambia nell’arco della giornata ma resta coerente con l’idea di fondo: stare bene, insieme.

Cosa abbiamo assaggiato

Si parte condividendo qualche assaggio: stick di polenta fritta, focaccia tostata con burro montato all’acciuga, insalata russa, acciughe e tomini al verde. Piccoli piatti che mettono subito a fuoco l’idea di condivisione.

Le acciughe al verde, un piatto tipico piemontese

È qui che prende forma il partager dei piattini, con una sequenza che attraversa i grandi classici piemontesi: vitello tonnato, insalata russa, tonno di coniglio. Un percorso lineare che trova il suo passaggio naturale nei plin — da scegliere tra sugo d’arrosto, ragù, burro e parmigiano o fonduta di grana. Quelli al sugo d’arrosto restano i più centrati.

In chiusura, il bonet: essenziale, pulito, perfettamente coerente.

Plin al sugo d’arrosto

Una nuova fase per la gastronomia torinese

Ciao Cara rappresenta bene il momento che Torino sta vivendo: una gastronomia meno rigida, più fluida, capace di esaltare la tradizione e tradurla in un linguaggio contemporaneo senza snaturarla. Un luogo dove si torna volentieri, perché tutto — piatti, vini, atmosfera — invita a condividere e creare connessioni.

Pasta fresca fatta in casa