Marzo 25, 2026

A Roma c’è un ristorante orientale che si ispira alle antiche taverne giapponesi

Articolo di Sofia Colombo

Nel quartiere Prati ha aperto un nuovo indirizzo giapponese dedicato alla degustazione dei distillati del Sol Levante. Un luogo dove il bere guida l’esperienza e una serie di piccoli piatti ne amplifica le sfumature.

Negli ultimi anni abbiamo imparato a incasellare la cucina in categorie spesso astratte: panasiatica, fusion, contemporanea. Etichette che talvolta precedono i piatti e finiscono per condizionarli, generando aspettative e pregiudizi. Con Sakaba, il suo nuovo ristorante, lo chef giapponese Koji Nakai prova a rimettere ordine: al centro torna il cibo, libero da definizioni, lasciando che siano i piatti stessi a raccontare la cucina. L’ispirazione arriva dalle sakaba, le taverne informali del Giappone dove si va soprattutto per bere bene, accompagnando i distillati con piccole preparazioni pensate per esaltarne il gusto. A volte vale la pena lasciare le etichette fuori dalla porta e affidarsi alla visione di chi cucina.

Il bancone conviviale di Sakaba a Roma

Sakaba Ie Koji: la nuova insegna di Prati

In via Emilio Fàa di Bruno ha aperto Sakaba Ie Koji, il nuovo progetto di Nakai insieme al socio Roberto Salvati. Il locale rappresenta l’evoluzione contemporanea dell’izakaya Ie Koji e porta a Roma un format che interpreta in chiave attuale lo spirito delle sakaba: luoghi dinamici, conviviali, dove la socialità passa attraverso il bicchiere e una sequenza di assaggi.

Selezione di sake

Il protagonista è il sake, con una selezione di circa venti etichette. Accanto, vini naturali, birre giapponesi e cocktail a base di distillati nipponici. La cucina propone una ventina di piatti che uniscono tecnica giapponese e influenze panasiatiche, tutti pensati per essere condivisi. Tra le specialità: l’hakozushi, il sushi pressato di Osaka; piatti caldi come il Kasu Jiru; preparazioni alla brace, crudi e proposte vegetali.

I piattini da condividere accompagnano il bere

All’ingresso, un lungo bancone in legno accoglie otto posti affacciati sulla cucina a vista. L’ambiente è essenziale, lineare, attraversato da materiali naturali. Due volte al mese il locale ospita serate di degustazione firmate Shibataya.

La cucina: libertà, tecnica e contrasti

La mano di Nakai si esprime in una proposta gastronomica libera, costruita su una sequenza di piattini serviti in mezze porzioni o intere. Le tecniche giapponesi dialogano con il mondo, dando vita a preparazioni che giocano sui contrasti di sapore e consistenza.

Le marinature – anice stellato, menta, lime, yuzu, shiso – intrecciano aromi di altri paesi asiatici senza perdere la solidità della base giapponese. Una sfilata di piccoli assaggi introduce una progressione di gusti marini e aciduli: l’alga Mozuko, con la sua consistenza filamentosa e setosa, arricchita da zenzero fresco e condimento Tosazu; la ceviche di rombo con shiso, cipolla in agrodolce e pomodorino confit, illuminata dal succo di sudachi, agrume del sud del Giappone; un hummus giapponese di ceci, salsa di soia bianca e sesamo, dalla morbidezza vellutata.

Il prosciutto di tonno con pomodorini datterini e olive taggiasche riporta sulle coste mediterranee, confermando la naturalezza con cui Nakai bilancia dolcezza e sapidità.

Prosciutto di tonno con pomodorini e olive

Una selezione di nigiri misti – spigola, rombo, capasanta, tonno, ombrina, sgombro – invita a seguire il rito delle sakaba: prenderli con le mani, sfiorarli appena nella salsa di soia e gustarli in un solo boccone. In abbinamento, il Gassan Junmai Daiginjo è un sake elegante, profumato, con note di mela, pera e un accenno di fiori bianchi.
In chiusura, l’Hamachi, il tradizionale sushi pressato di Osaka, avvolge il palato con ricciola, polpa di granchio e ikura.

Il sushi di Sakaba

Una nuova interpretazione della tradizione giapponese a Roma

Nel panorama romano, Sakaba Ie Koji trova un suo spazio: un luogo che adatta la tradizione giapponese al ritmo della città, offrendo un’esperienza conviviale in cui bere e mangiare si intrecciano senza rigide definizioni. Una dimostrazione che anche a Roma si può vivere la cucina giapponese in modo autentico, contemporaneo e sorprendente.

Sakaba tra sashimi e sushi