Giugno 22, 2026

A Rimini un ristorante stellato propone la colazione in mezzo al mare

Articolo di Giorgia Bortoletto

Dici Rimini e pensi a ombrelloni, lettini, discoteche, spiagge affollate. La Riviera d’estate è una macchina perfetta del divertimento di massa, un’immagine potente e difficile da scalfire. Forse è per questo che l’altra Rimini — quella della darsena, del porto, dei cuochi che il mare lo rispettano tutto l’anno — resta più silenziosa, quasi appartata.

Da Lucio, una stella Michelin, vive proprio lì: ancorato agli scogli, proteso verso l’orizzonte, fedele a una cucina di mare che Jacopo Ticchi porta avanti con coerenza e convinzione. Non è un localino stagionale né un’appendice dell’estate: è un ristorante vero, con la R maiuscola, che ha scelto l’acqua come linguaggio.

Da Lucio a Rimini

Ed è qui che, una domenica mattina, abbiamo provato una colazione fuori dall’ordinario. Non il solito caffè e cornetto. Le porte si sono spalancate alle 8:30, sia per chi voleva sedersi in sala sia per chi preferiva l’asporto da gustare sugli scogli o in spiaggia. Dentro, due lunghe tavolate imbandite accoglievano gli ospiti con una prima sfilata di dolci e salati.
La qualità degli ingredienti si percepiva a vista: colori vivi, materie prime eccezionali, presentazioni curate da ristorante. Ogni boccone confermava ciò che all’occhio era già chiaro.

Il buffet di salumi e formaggi – foto di Giorgia Bortoletto

Abbiamo cominciato con una bevanda al mango e lemon grass, fresca, luminosa, capace di risvegliare i sensi. Poi ci siamo alzate, piatto in mano, e siamo andate in esplorazione: croissant fragranti, marmellate, torta di rose e torta di mele che profumavano di casa, di forno acceso, di mattine lente.

Ma è nel salato che emergeva la mano di Ticchi, e con essa la Rimini più autentica, quella che col mare ha un rapporto viscerale. Il pescato in crosta era, come lo definisce lo stesso cuoco, “stravolgente”: una preparazione che non ti aspetti a colazione e che proprio per questo resta impressa. L’involucro era dorato, l’interno morbido e saporito, il pesce avvolto da una crema ai funghi delicata e decisa allo stesso tempo. Un equilibrio che parlava di tecnica e passione.

Accanto, una focaccia con pomodorini solo apparentemente semplice: soffice come una nuvola, con un’acidità gentile che bilanciava la morbidezza dell’impasto. Una di quelle preparazioni che rivelano la cura in ogni passaggio, dall’impasto alla cottura.

Focaccia ai pomodorini – foto di Giorgia Bortoletto

I carpacci portavano in tavola freschezza e precisione, fedeli alla filosofia di Ticchi, che ha trasformato il pesce in un oggetto del desiderio, protagonista assoluto della sua cucina. A Rimini il pesce non è mai stato un lusso: è cultura, abitudine, memoria. Qui torna in forma essenziale, nitida, marina.
E poi una torta di verdure dalla forma floreale: ogni strato diventava un petalo, e insieme componevano una rosa elegante, dove la forza degli ortaggi si fondeva alla delicatezza della pasta.

Il pescato fresco in riva al mare

La colazione in mezzo al mare

Quella che abbiamo provato è stata un’edizione speciale. Negli anni Ticchi e il suo staff hanno ospitato colazioni con Stefano Guizzetti di CiaccoLab, Forno Brisa, Marchesi 1824.
Oggi il buongiorno di Da Lucio si può assaporare dove si preferisce: sugli scogli, in spiaggia, a casa. Da qualche mese il ristorante ha ripreso a proporre appuntamenti mensili con ricette dedicate: l’ultimo, inaugurale dell’estate, proponeva un menu d’asporto con pan brioche e prosciutto di mora romagnola, muffin sfogliato con crema di nocciole pralinate, toast ricciola e salsa di pomodoro arrosto, e tra i dolci torta di pesche e mandorle e treccia al cioccolato. Da bere, caffè filtro, cold brew, succhi di Marco Colzani.

La colazione con i ragazzi di Forno Brisa

La nostra Rimini è questo: il cibo come linguaggio condiviso, il mangiare insieme come gesto naturale. La piadina tagliata a pezzi per assaggiare tutto, il pranzo sotto l’ombrellone, la convivialità come forma di vita. Eppure, quando quella stessa cultura si affina e diventa ricerca, quando prende la forma di una colazione stellata sulla darsena, con il mare davanti e il piatto tra le mani, riesce ancora a sorprendere. Da Lucio lo dimostra: anche la colazione può essere un’esperienza da ricordare; non solo: un modo giovane e inclusivo per approcciarsi a una grande cucina, assaggiando lavorazioni d’eccellenza senza troppe formalità (e con una spesa contenuta).

Jacopo Ticchi all’opera – foto di Giorgia Bortoletto