«Colazione da regina, pranzo da principe e cena misera» recita un detto. Altri definiscono il primo pasto della giornata «il più importante su tutti». De gustibus: a ognuno la sua scelta. Ma per noi, la colazione è imprescindibile e dev’essere lenta, ricca, colorata. Che sia alla carta, al buffet, a casa o fuori, l’importante è che sia golosa e preparata con cura. Tra le nostre preferite per cominciare la giornata con il piede giusto c’è quella dell’hotel Portrait a Milano, con le creazioni dolci di Cesare Murzilli al ristorante 10_11.

La nostra esperienza
Il Portrait Milano, ex Seminario Arcivescovile, si trova nel Quadrilatero della Moda. Lo scorso ottobre, il lussuoso albergo ha vinto il premio per la «Miglior colazione d’hotel d’Italia» ai Food&Wine Awards. Oggi il breakfast buffet è sulla bocca di tutti e un motivo c’è. Ma partiamo dall’inizio. L’ingresso della struttura rievoca il frontone di un tempio greco, sorretto da due statue solenni. Antiche colonne delimitano un ampio cortile al suo interno, che a seconda del periodo dell’anno si trasforma in un cinema all’aperto, in una pista di pattinaggio (allestita lo scorso novembre per l’inverno) o, pensate, in un campo da tennis. Varcata la soglia, colpiscono le pareti mogano, gli scaffali costellati di libri e i ritratti d’epoca. L’atmosfera è calda, quasi domestica.
Il buffet: un sogno che continua al risveglio
Nella sala principale del ristorante, a vetrate e affacciata sul giardino esterno, ci si accomoda intorno a piccoli tavoli marmorei, pronti a sfogliare il ricco menù. Tra le formule proposte, la Portrait Breakfast include una bevanda calda, una centrifuga, un piatto caldo alla carta e accesso illimitato al sontuoso buffet: tavole e banconi rivestiti di torte di pasticceria, sfogliati dolci e salati rigorosamente farciti, salumi e formaggi, cassette di pane a lievito madre fatto in casa (buonissimo), focacce, burro, creme spalmabili e confetture. Poi biscotti di ogni sorta e alternative più leggere: yogurt biologico, frutta fresca, cereali, gramole e müsli. L’aria è pregna del profumo intenso del caffè, realizzato con la moka come vuole la tradizione italiana.

Cosa assaggiare?
I protagonisti sono i dolci, dalle torte ai mignon di piccola pasticceria, passando per la viennoiserie: veri e propri capolavori di burro e zucchero firmati Cesare Murzilli, che dopo una laurea in medicina si è dato ufficialmente all’arte dolciaria. Seguendo i suoi consigli, diamo inizio alle danze con pain au chocolat e pain suisse. Stringendoli tra le dita, sorprende la loro leggerezza. Al morso, la sfoglia si frantuma, sprigionando tutto il sapore del burro e il gusto delle farciture. Assaggi approvati a pieni voti. Un aroma inconfondibile contraddistingue anche i croissant, disponibili con diverse tipologie di ripieni (cioccolato, crema pasticcera, nocciola, pistacchio, lamponi, tiramisù) e in svariate forme: cubi, fiocchetti, piramidi, per citare i più apprezzati. Affondiamo i denti in quello al cioccolato: la crema si dissolve sul palato, evocando ricordi d’infanzia. Ottimo anche il cubo alla nocciola. Pasticceria rigorosa, goliardia e fantasia si intrecciano, senza intaccare l’autenticità dei prodotti.

Ladro di cuori
A conquistarci è stato, soprattutto, il cestino sfogliato al cacao, con cremoso di cioccolato fondente 70% Guanaja e fava tonka. Un mix di friabilità e cremosità che si intrecciano, con il crumble di mandorle e cacao che irrompe deciso e seduce il gusto. Ampissima scelta anche tra le torte, sempre diverse: caprese al cioccolato, torta paradiso, torta della nonna, cheesecake con salsa ai frutti rossi, caramello o nocciolata.

Imperdibile, poi, il plumcake al caffè: soffice, aromatico e umido al punto giusto. E le uova, per cui c’è l’imbarazzo della scelta: alla carta si possono ordinare “alla milanese” con salsa allo zafferano, poché su salsa di pomodoro, à la coque, al tegamino, strapazzate, sotto forma di omelette o di frittatina con cipolla e salsa brava. Tra i signature di colazione e brunch merita menzione anche l’avocado croissant: una pasta sfogliata burrosa intrecciata, ripiena di guacamole e arricchita da uovo morbido cotto a bassa temperatura. Ci si gode il tutto il perfetta quiete, tra un sorso di matcha latte e uno di centrifugato detox, in un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà mentre fuori Milano corre.
