Luglio 13, 2026

Come si mangia da IZU, storico indirizzo della cucina giapponese a Milano

Articolo di Valeria Gorgos

Milano continua a riempirsi di nuove insegne dedicate alla cucina orientale e nikkei, ma ci sono ristoranti che esistevano molto prima che sushi, omakase e carpacci peruviani diventassero un trend. IZU è uno di questi: un riferimento che ha accompagnato l’evoluzione della città e del gusto. Nato nel 1993 tra Porta Romana e Lodi, quando la famiglia di Jin Yue Hu aprì una piccola gastronomia d’asporto in Corso Lodi, IZU è cresciuto insieme a Milano. Da laboratorio di quartiere è diventato un ristorante che unisce tradizione giapponese e influenze internazionali, con una sensibilità che guarda al Perù e oltre. Oggi il locale presenta ambienti contemporanei e una carta ampia, dove convivono classici, piatti creativi e un percorso omakase pensato per chi preferisce affidarsi completamente alla cucina.

Crudi, ceviche e influenze oltre oceano

La cucina parte dal Giappone ma non si ferma ai confini. Tra gli assaggi più convincenti c’è il Carpaccio di capasanta con yuzu, umeboshi e shiso: essenziale nell’aspetto, lascia emergere la dolcezza del mollusco, sostenuta da una nota agrumata precisa e pulita. Molto riuscita anche la Scarpetta, trilogia di tonno rosso con salsa karashi e chips di nori croccante. Un piatto immediato, costruito sulle consistenze e ben calibrato.

Carpaccio di capasanta con yuzu, umeboshi e shiso – Courtesy Izu Milano

Il Ceviche Trilogia Blanc guarda al Perù con un approccio orientale: tre pescati bianchi, aji amarillo, olio al coriandolo e cipolla di Tropea compongono un equilibrio fresco, nitido, piacevolmente verticale. Il Carpaccio misto racconta invece uno dei tratti distintivi di IZU: tonno, branzino e altri pescati serviti con la salsa 1993, preparazione storica del locale che accompagna il ristorante fin dalle origini e ancora oggi ne rappresenta la firma.

Ceviche Trilogia Blanc – Courtesy Izu Milano

Tra gli uramaki abbiamo provato l’Umami, roll che combina frutta esotica, cream cheese, chutney di pomodorini e teriyaki balsamica. Una proposta che incarna bene la vocazione multiculturale della cucina, senza perdere equilibrio. Anche la parte calda segue la stessa linea: i Niku Gyoza, ripieni di maialino, verdure e funghi shiitake, sono racchiusi in una sfoglia allo zafferano che aggiunge carattere senza snaturare il piatto.

Gunkan, nigiri a regola d’arte e un omakase che vale la visita

Tra i gunkan spicca “Izu a Milano”: riso, ricciola e gambero rosso con caviale oscietra e secret sauce. Pesce che si scioglie, dolcezza e sapidità perfettamente bilanciate. Un boccone che resta impresso.

Izu a Milano – Courtesy Izu Milano

Tra i nigiri special, l’indimenticabile Hamachi Himalayano: ricciola, sale rosa, nebulizzato allo yuzu, velo di kumquat. La punta di sale esalta la dolcezza del pesce con precisione millimetrica. Da provare anche l’Hotate Goma‑Yu, capasanta scottata a carbonella con yuzukosho: delicata, profonda, impeccabile. E la Tartare di gambero rosso in purezza, semplicemente perfetta.

Accanto ai piatti storici trovano spazio nuove proposte, fuori carta e un percorso omakase che cambia seguendo stagionalità e disponibilità del pescato. Lo stesso approccio si ritrova nella cantina, dove vini italiani e internazionali convivono con sakè, champagne e whisky giapponesi, con abbinamenti studiati con cura. Per chiudere, Gelato al matcha e Mochi ice cream: dessert semplici, freschi, coerenti con il resto del percorso.

Selezione di nigiri – Courtesy Izu Milano

Non è un giapponese come gli altri

IZU non rincorre le mode: aggiorna la propria proposta senza perdere identità. Dopo oltre trent’anni, resta uno degli indirizzi che meglio raccontano come la cucina giapponese a Milano sia cambiata, trovando sempre nuovi modi per restare attuale. Da fuori può sembrare un giapponese come tanti, con molte persone e un menù ampio. Poi entri, ti siedi, ordini, e la qualità del pesce ti conquista al primo assaggio. Il resto lo fanno gli abbinamenti in armonia, la ricerca dei sapori tra equilibrio e contrasti, l’effetto sorpresa, i colori nel piatto, le sensazioni che restano alla fine. Vale la visita.

La via della seta, tra i piatti vegetali più convincenti del menù – Courtesy Izu Milano