Giugno 21, 2026

A cena a Milano da Chihuahua Tacos per capire meglio la differenza tra mezcal e tequila

Articolo di Valeria Gorgos

Per anni abbiamo raccontato la cucina messicana con poche parole: tacos, guacamole, tequila. Ma chi ha viaggiato in quella parte di mondo sa che la gastronomia, lì, è un universo molto più ampio. E oggi, per scoprirlo, non serve prendere un aereo: basta varcare la soglia di Chihuahua Tacos, in Viale Col di Lana. Non sarà la stessa cosa, certo, ma è comunque un inizio: un assaggio di questa terra dai mille sapori e colori.
Nato nel 2019 con l’idea di portare in città il format del taco bar contemporaneo, il locale ha appena inaugurato una nuova fase. Quello che era un indirizzo dedicato soprattutto ai tacos oggi si presenta come un mexican bar completo, dove cucina e cultura del bere convivono.

Chihuahua Tacos

Dietro il progetto ci sono Alessandro Longhin, già fondatore di realtà come The Botanical Club e Ultramarino, Michele Bedin e Samuele Lué, responsabile della ricerca gastronomica del gruppo. Per immaginare questa evoluzione hanno guardato a città dove la cucina messicana contemporanea sta vivendo un momento di grande vitalità: Città del Messico, Los Angeles, New York. Il risultato è un locale che si allontana dagli stereotipi europei e si avvicina ai mexican bar che animano quartieri come Roma Norte, Silver Lake o Williamsburg.

Perché il vero protagonista è il mezcal

La novità più interessante non è in cucina, ma dietro al bancone. Chihuahua ha costruito una bottigliera con oltre trenta referenze dedicate ai distillati d’agave: un numero importante, soprattutto in un Paese dove molti conoscono solo la tequila.

Bancone bar

La tequila è la più famosa, ma è soltanto una delle tante espressioni dell’agave. Può essere prodotta esclusivamente con agave azul e solo in zone specifiche del Messico.
Il mezcal, invece, nasce da decine di varietà diverse di agave, ognuna con caratteristiche uniche. Alcune piante impiegano fino a vent’anni per maturare, motivo per cui molte produzioni restano limitate e profondamente legate al territorio.

La differenza si percepisce subito. La tequila ha un profilo più pulito e immediato; il mezcal è spesso più complesso, con note affumicate che derivano dalla cottura tradizionale delle agavi in fosse scavate nel terreno e ricoperte di pietra vulcanica. Ma sarebbe un errore pensare che tutti i mezcal siano affumicati: alcuni sono vegetali, altri agrumati, floreali, minerali. È proprio questa varietà ad averlo trasformato in uno dei distillati più amati dai bartender.

Cocktail making

Accanto a tequila e mezcal, la bottigliera ospita anche raicilla, bacanora e sotol, distillati che raccontano territori e tradizioni produttive raramente presenti nelle carte italiane. L’idea non è semplicemente accompagnare il cibo, ma raccontare una parte della cultura messicana ancora poco conosciuta. Il consiglio è di affidarsi allo staff: basta una domanda per ritrovarsi a parlare di agavi e scoprire un mondo.

I tacos: una certezza

La cucina mantiene il taco al centro della proposta, affiancandolo a piatti pensati per la condivisione.
Si comincia con il guacamole preparato al momento e servito con totopos artigianali, seguito dalle Smashed Papas, patate novelle schiacciate e fritte, accompagnate da mayo al chile morita, lime e spezie. Le Elote Ribs, pannocchie fritte con sour cream ed erba cipollina, sono uno dei piatti che spariscono più velocemente dal tavolo.

Elote Ribs

Tra i tacos, il Camarones è quello che ci ha convinto di più: gamberi bruciati, mayo al miso e lime, pico de mango e cipollina. Un equilibrio riuscito tra dolcezza, acidità e parte affumicata. Più ricco il California, con rib eye marinato nel chile California, avocado, pico de gallo e queso Chihuahua: un taco che guarda apertamente alla West Coast americana.

Camarones

Molto buono anche il Burrito Carnita Slow Beef, farcito con manzo cotto lentamente, queso Chihuahua, sour cream, fagioli e peperoni arrostiti: una portata che può tranquillamente diventare il piatto principale della cena.
Per chiudere, i churros con crema al latte condensato e lime: caldi, croccanti fuori, morbidi dentro, con una nota agrumata che alleggerisce il finale.

Churros

Oggi il locale cambia volto

Anche lo spazio è cambiato. Le atmosfere richiamano un Messico urbano e contemporaneo, lontano dall’immaginario folkloristico che spesso accompagna i ristoranti messicani. Luci soffuse, materiali materici, colori intensi e una grande bottigliera che diventa parte integrante del racconto.

I tacos restano il punto di partenza, ma oggi lo sguardo finisce spesso altrove: sulla bottigliera, sulle etichette di mezcal, sui distillati che raccontano territori poco conosciuti anche a chi pensa di conoscere già il Messico. Chihuahua Tacos non è più solo un taco bar. È un luogo dove si mangia bene, si beve meglio e si impara qualcosa. Un indirizzo che racconta un Messico più complesso, più fedele alla realtà.